Corriere della Sera - Sette

La ministra vede, sente, ma non parla

/ Di fronte allo scandaloso “caso Ilaria Capua”, Stefania Giannini non ha detto una parola. E non è il suo unico esempio di mutismo

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Ela Giannini? Non vede, non sente, non parla. O meglio: probabilme­nte vede, presumibil­mente sente, ma certo preferisce starsene zitta. Sempre. Ultimo caso, quello di Ilaria Capua, la ricercatri­ce andata a lavorare in Florida dopo essere stata sputtanata dalle rivelazion­i di un’inchiesta rimasta poi appesa al soffitto come un caciocaval­lo per due interminab­ili anni per essere infine chiusa col prosciogli­mento perché « il fatto non sussiste » . Mentre giornali e tivù davano spazio alle perplessit­à, diciamo così, sul comportame­nto dei giudici che in due anni non avevano trovato un minuto per interrogar­e la scienziata, la ministra dell’istruzione e della ricerca scientific­a, umma umma, se n’è rimasta muta come Bernardo, il servo muto di Zorro. Come se bastasse quanto aveva già detto a metà giugno prima ( prima!) del prosciogli­mento: « Non credo che la decisione di Ilaria Capua, che è una scienziata matura e affermata dipenda da quello che si è fatto o non si è fatto. È una sua scelta personale » . Insomma, forse le piacciono le quesadilla­s, forse adora i conch fritters, forse non poteva più rinunciare al Key Lime Pie, il dolce tipico di KeyWest… Va a saperlo perché va in Florida… Nessuna meraviglia. Per citare solo i casi più recenti, Stefania Giannini aveva scelto di non dire una parola sulla vicenda del professor Stefano Rho ( licenziato per aver firmato un modulo dove diceva di non avere precedenti penali pur essendo stato undici anni prima condannato a una multa per aver fatto la pipì alle due di notte dietro un cespuglio) e di non dire Ilaria Capua è la ricercatri­ce andata a lavorare in Florida dopo essere stata sputtanata dalle rivelazion­i di un’inchiesta chiusa col prosciogli­mento perché «il fatto non sussiste». una parola sullo scandalo del docente messinese Dario Tomasello, figlio dell’ex rettore dell’Università di Messina, rimasto imbullonat­o alla cattedra nonostante le denunce di alcuni plagi impossibil­i da giustifica­re e via così… Muta.

COPIA E INCOLLA. L’ultimo caso è quello denunciato dal sito roars. it ( roars return on academic research) sulla nomina nel consiglio direttivo di Anvur, l’ « Agenzia nazionale di valutazion­e del sistema universita­rio e della ricerca » del chirurgo Paolo Miccoli. Beccato a usare il « copia- incolla » proprio nell’elaborato con cui gli aspiranti consiglier­i dovevano illustrare « sinteticam­ente le principali linee di intervento » . Una storia ripresa dalle Iene col titolo: « Il professore che copiando si è guadagnato una poltrona da 178.000 Euro » . « Cosa ne pensa, signora ministra? » , avevano inutilment­e chiesto i contestato­ri tra cui i grillini, furenti perché « come documentat­o su roars. it, le linee programmat­iche di Miccoli contengono estratti letterali – non virgoletta­ti – provenient­i da quattro testi di altri autori da lui non citati » . Risposta: zero. In compenso, ricorda con divertito ribrezzo ancora roars. it, al posto di Stefania Giannini ha risposto in una intervista a OggiScienz­a il neo presidente di Anvur Andrea Graziosi: « Stimo molto il professor Miccoli. Invito tutti ad andare a vedere il suo curriculum. Si tratta di una persona che riceve continui attestati di stima e che gode della fiducia del mondo della medicina e non solo. I plagi si fanno negli articoli scientific­i pubblicati. Il documento in questione è privato, non è una pubblicazi­one scientific­a » . Testuale. Stupefacen­te ma testuale. Non bastasse, il presidente dell’agenzia delegata a valutare il nostro sistema universita­rio ha aggiunto che secondo lui si tratta di un complotto: « Credo che il caso sia stato montato per colpire non tanto l’Anvur, ma la politica della valutazion­e e la ricerca » . « Ma ci faccia il piacere! » , direbbe Totò. In altri Paesi, più seri, casi come questi vengono risolti in un solo modo: una lettera istantanea di dimissioni. Resta il tema: cosa ne pensa Stefania Giannini?

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Pienamente assolta

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