La bra­ce nel giar­di­no d’in­ver­no fa di­men­ti­ca­re i guai di Ro­ma

Corriere della Sera - Sette - - Critico Rotante Un Giornalista Del Prova Un Ristor - RI­STO­RAN­TE LOLA Via Fla­mi­nia 305, Ro­ma - www.lo­la­ro­ma.it CON­FLIT­TO D’IN­TE­RES­SE

«PRENOTO IO?».

Quan­do mio cu­gi­no mi ha ri­vol­to que­sta do­man­da, è co­me se l’af­fet­ta­tri­ce aves­se fat­to una pas­seg­gia­ta nel mio sto­ma­co. Fre­quen­to da sem­pre la stes­sa trat­to­ria, stes­so ta­vo­lo, stes­si piat­ti. Poi mi so­no det­to: per­ché non ri­tor­na­re lì do­ve il mio ami­co Mas­si­mo Sca­ra­fo­ni, mae­stro di ci­ne-even­ti, ha ap­pe­na te­nu­to il suo ri­ce­vi­men­to di noz­ze? Ri­sto­ran­te Lola in via Fla­mi­nia, ac­can­to all’Au­di­to­rium, e dun­que si può ce­na­re fi­no a mez­za­not­te, do­po una Sin­fo­nia di Mo­zart che è un al­tro ti­po di ba­bà al­la cre­ma.

En­tri e vie­ni ac­col­to dall’af­fa­bi­li­tà di An­to­nio, il pro­prie­ta­rio, in un giar­di­no do­ve so­no si­ste­ma­ti ta­vo­li che ti di­men­ti­chi del­le bu­che, del­la spor­ci­zia, del traf­fi­co e di tut­ti i ma­li di Ro­ma che fan­no ve­ni­re la ga­stri­te.

Da Lola si ce­na sia all’in­ter­no che in giar­di­no, an­che d’in­ver­no

gra­zie ai “fun­ghi” ri­scal­da­ti da non con­fon­de­re con i por­ci­ni di que­sto pe­rio­do. Sem­bra di es­se­re fuo­ri Ro­ma, quan­do in­ve­ce sei in pros­si­mi­tà del cen­tro sto­ri­co. La car­ne al­la bra­ce di pri­ma qua­li­tà (Chia­ni­na, Scot­to­na) mi ha ri­por­ta­to al­la men­te un re­cen­te pran­zo nel­la te­nu­ta di Flo­rin­da Bol­kan. In­som­ma: Met­ti, una se­ra a ce­na con l’ex ico­na del gran­de ci­ne­ma. La bra­si­lia­na fi­li­for­me, man­gia una so­la vol­ta al gior­no e si trat­ta di un piat­to­ne di sal­sic­ce, bi­stec­che, agnel­lo e tut­to quel ben di Dio che og­gi so­lo a no­mi­nar­lo vie­ni sco­mu­ni­ca­to da tut­ti gli chef dell’Olim­po. Bi­so­gna guar­dar­si at­tor­no ai ta­vo­li per evi­ta­re sguar­di ri­pro­ve­vo­li, se ad­den­ti car­ne ros­sa.

E POI I PREZ­ZI

da Lola so­no ra­gio­ne­vo­li. Al­tre spe­cia­li­tà del­la ca­sa: ri­ga­to­ni all’ama­tri­cia­na,

per i des­sert An­to­nio ha un cre­mo­so di pi­stac­chio e cioc­co­la­to det­to “Lola” e uno al gian­duia che ha chia­ma­to “Ge­rar­do”.

Ma chi è Lola? Chi è Ge­rar­do? So­no i no­mi dei suoi due fi­gli, di 4 e 2 an­ni. Per ora, de­vo­no ac­con­ten­tar­si del­la men­sa dell’asi­lo. (Prez­zi ra­gio­ne­vo­li: 30-35 eu­ro, vi­ni esclu­si).

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