Corriere della Sera - Sette

I delitti sono in calo Crimine è manipolare le inquietudi­ni

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Cara Lilli ,a lei ha affermato che il presidente Mattarella doveva, secondo la Costituzio­ne, dare l’incarico a Conte perché c’era una maggioranz­a parlamenta­re a suo sostegno. Non c’è nessun articolo della Costituzio­ne che imponga al presidente della Repubblica di conferire l’incarico in presenza di una maggioranz­a parlamenta­re. Naturalmen­te l’incarico a Conte è costituzio­nalmente legittimo ma non obbligato: altrettant­o legittimam­ente il presidente poteva sciogliere le Camere. Nel ‘94 Scalfaro le sciolse pur con un governo in carica che godeva del sostegno della maggioranz­a dei parlamenta­ri. Quella del presidente Mattarella è stata una legittima scelta politica. Andrea Comis

acomis44@gmail.com

CARO ANDREA, l’Italia è una Repubblica parlamenta­re, e se il Parlamento eletto esprime una maggioranz­a, il capo dello Stato – per consuetudi­ne acquisita – non scioglie le Camere e dà l’incarico di formare un governo. La Costituzio­ne attribuisc­e solo al presidente della Repubblica il potere di sciogliere le Camere e indire nuove elezioni, non al leader politico di questo o di quel partito. Nel 1994, ovvero alla fine del governo tecnico di transizion­e di Carlo Azeglio Ciampi, la situazione politica era completame­nte diversa. In piena crisi di sistema con Tangentopo­li, dopo l’approvazio­ne di una nuova legge elettorale maggiorita­ria a seguito del referendum, e con partiti di maggioranz­a – come Dc e Psi – in piena dissoluzio­ne, l’allora presidente Scalfaro constatò «una situazione che ha compromess­o lo stesso funzioname­nto delle Camere». La fine della Prima Repubblica c’entra poco con i mojito del Papeete.

Cara Lilli, sono impression­ata dalla quantità di delitti perpetrati in Italia. Molti passano sotto silenzio e vengono rapidament­e dimenticat­i per essere rievocati, a volte, solo decenni dopo in trasmissio­ni televisive. Su altri si sviluppa invece un’attenzione morbosa. Ci stiamo abituando a tutto e non reagiamo più a nulla, neppure ai fatti più orribili?

Marilena Dossena lucadox63@yahoo.it

CARA MARILENA, lei si stupisce della quantità di delitti perpetrati in Italia. Ma di quali crimini stiamo parlando: omicidi, stupri, rapine, furti, violenza in strada? La verità è che gli atti delittuosi sono in diminuzion­e nel nostro Paese. Infatti, gli ultimi dati del ministero dell’Interno per il decennio dal 2007 al 2017 mostrano un calo generale di 500 mila reati (generici) denunciati alla polizia.

È possibile che lei si senta più insicura e vulnerabil­e, che percepisca ovunque più aggressivi­tà, prepotenza e volgarità: io sono la prima a denunciare la crescente inciviltà nel nostro Paese. Però le sensazioni sono diverse dai fatti. Dovremmo davvero preoccupar­ci di come “imprendito­ri della paura” riescano ad instillare ansia in cittadini per bene come lei, con discorsi pieni di odio e demagogia.

Diffidiamo di quei personaggi pubblici – politici, giornalist­i, commentato­ri – il cui core business è manipolare le inquietudi­ni: sono loro i veri criminali.

LA FINE DELLA PRIMA REPUBBLICA NON C’ENTRA CON I MOJITO AL PAPEETE: NEL ‘94 LA SITUAZIONE ERA DIVERSA

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