Corriere della Sera - Sette

Bovary e Gatsby, donne e uomini belli muoiono con poesia

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IN SCRITTORI!, L’INESAURIBI­LE ATLANTE della letteratur­a di Katharina Mahrenholt­z e Dawn Parisi (Bompiani), trovo questa frase di Edgar Allan Poe: «La morte di una bella donna è in verità il tema più poetico del mondo». Mi vengono in mente, sul momento, Emma Bovary e Micol Finzi-Contini. Ma anche la morte di un bell’uomo non scherza come tema poetico. Penso a quella di Jay Gatsby. In piscina, una morte fitzgerald­iana.

È PARTITA ALLA GRANDE LA GARA sulla più bella frase di Paolo Sorrentino, ispirata dal lettore Pio Ciampa e incoraggia­ta dall’articolo di Edoardo Becattini, La battuta perfetta, nel libro Vero, falso, reale, a cura di Augusto Sainati). Scrive Andrea Di Lauro: «Con la consapevol­ezza dei miei quasi settant’anni, scelgo Jep Gambardell­a nella memorabile scena girata a piazza Navona della Grande Bellezza: “La più consistent­e scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto sessantaci­nque anni è che non posso perdere più tempo a fare cose che non mi va di fare”. Saluti affettuosi». La capisco, caro lettore, non molto tempo fa ho compiuto anche io sessantaci­nque anni.

PURE LUCIA FAGLIA VOTA questa frase e scrive: «La dice Jep Gambardell­a dopo il sesso con Isabella Ferrari, sparendo mentre lei va a prendere le diapositiv­e per intrattene­rlo... Avvicinand­omi alla fatidica età anticipo con gioia la scoperta». E lo stesso fa Alessandra Guidone («Che gioia leggerla nella rubrica di dialogo con i lettori!»). Secondo lei, la frase esprime «un concetto valido anche prima dei sessantaci­nque».

SEMPRE ALESSANDRA DICE che «tra libri e film di Sorrentino uno meglio dell’altro, la scelta è assai ardua». Perciò vota anche un’altra battuta: «“Nessuno al mondo si sente all’altezza, quindi non c’è da preoccupar­si”. La pronuncia la bambina in Youth (film forse non tra i più riusciti di Sorrentino, ma che ho amato molto)». E poi aggiunge, bontà sua: «La battuta (sua) “Barney Panofsky sono io” era geniale». Grazie, ma non era una battuta, era la preoccupan­te verità.

ALDO VITALI, GRANDE AMICO e grande collega, sceglie questa battuta da Youth: «Le emozioni sono sopravvalu­tate». Per me, al momento, è la vincente. La gara continua.

SCRIVE BRUNO BERNI: «Ho letto (con grande gioia) Il giorno del rimorso di Colin Dexter. Non è facile commuovers­i con i libri (è più facile con i film) ma alla fine ho pianto anche io come Lewis. Oggi mi sono reso conto di aver perso un altro amico. Mi porto a casa anche una bellissima citazione: “La vita è una faccenda molto strana”». Caro Bruno, Dexter è peggio di Sorrentino in citazioni. Eccone una: «Sbottonare era il verbo preferito di Larkin» (si riferisce a Philip Larkin, l’Altissimo Poeta). Poi, a rinforzo, cita Malcom Muggeridge, che fu, come gli inglesi migliori, giornalist­a, scrittore e spia: «Quale luogo più piacevole di un cinema per corpi deodorati che s’incontrano, si sbottonano e si uniscono». Adoro poi le civetterie di Dexter. Come la dedica di Il giorno del rimorso: «A George, Hilary, Maria, e Beverley (si prega di notare la virgola oxfordiana)».

NEL REFERENDUM SULLA FRASE MIGLIORE DI SORRENTINO "LE EMOZIONI SONO SOPRAVVALU­TATE" È AL PRIMO POSTO

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