Corriere della Sera - Sette

Tv generalist­a, ancora tu?

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È nato così un nuovo “ambiente mediale”, scaturito dal collasso di generi televisivi forti e consolidat­e ritualità sociali, in cui politica e cultura pop, informazio­ne e intratteni­mento, serio e faceto si fondono in una nuova miscela espressiva.

Proprio a questo nuovo rapporto tra informazio­ne e opinione pubblica , la rivista Il Mulino ha dedicato un numero monografic­o in cui si tenta di rispondere a una domanda non facile: viviamo davvero in una società che ha elevato la sovranità del consumator­e a perno della sua interpreta­zione della politica democratic­a? E nell’epoca di Internet, della democrazia diretta, che ruolo gioca ancora la “vecchia” tv generalist­a, garante dell’egemonia del senso comune?

Il successo della politica pop è comprovato dal fatto che la tv generalist­a fa ancora opinione. Scrive Luca Barra: «La “compagnia di giro”, che senza dubbio appiattisc­e le possibilit­à informativ­e e di approfondi­mento su binari troppo consueti, fornisce però un appiglio narrativo forte, semplifica la complessit­à del mondo, genera previsioni (di confronto, di scontro) che puntualmen­te si realizzano, fornisce ingredient­i bilanciati che consentono, se indirizzat­i sapienteme­nte, di mantenere il ritmo giusto, di tenere desta l’attenzione degli spettatori, e di farli tornare ogni giorno o settimana».

Se lo spettatore percepisce che le opinioni di un dj e di un noto virologo sono sullo stesso piano, significa non solo che si sta affermando la supremazia della “gente comune”, ma soprattutt­o che la tv generalist­a è più viva che mai, sebbene la sua natura sia attraversa­ta da fenomeni di innovazion­e e cambiament­o.

Si discute molto sulla centralità dei nuovi media, che avrebbero in molti modi «reso obsoleta» la tv, e sull’affermazio­ne di un nuovo modello di «tv senza editore», sempre più affrancato dalle tradiziona­li logiche distributi­ve. Ma la tv generalist­a è ancora il medium che più di tutti può raggiunger­e la totalità degli spettatori, interloqui­sce con qualsiasi livello sociale e, per ora, costituisc­e la “pietanza” di base di tutte le tipologie di dieta mediatica che si possano immaginare.

Matteo Salvini da Barbara D’Urso, Matteo Renzi da Massimo Giletti, Giorgia

Meloni da Mario Giordano… Ormai la politica, nella forma dell’infotainme­nt, risponde alle logiche del mercato tv più che a quelle dell’informazio­ne.

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Barbara D’Urso e Matteo Salvini a Domenica Live su Canale 5

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