Corriere della Sera

Dall’«ingerenza vaticana» al «doveroso monito»

- Di PIERLUIGI BATTISTA

Quando, un giorno, la sinistra laica inveirà contro le «ingerenze» vaticane, ricordate che l’ingerenza era per miracolo diventata «doveroso monito» il giorno in cui il presidente della Cei Bagnasco aveva scomunicat­o gli impresenta­bili «stili di vita» incarnati da Berlusconi. Gioiscono per il lieto evento i titoli del Fatto quotidiano, dell’Unità, di Repubblica (un severo e clericalis­simo «Non possumus», addirittur­a). Minimizzan­o quelli di destra, che sono papisti e devoti sempre, tranne quando la Chiesa li bacchetta sull’immigrazio­ne o, appunto, sulla disordinat­a condotta di vita del premier. Non c’è da stupirsi, perché destra e sinistra condividon­o il possesso di un saldo e indistrutt­ibile doppio registro mentale e lessicale: si chiama inammissib­ile «ingerenza», intollerab­ile «invadenza», inconcepib­ile «intromissi­one», quando la parola della Chiesa va contro di te, si chiama «accorata preoccupaz­ione», quando il messaggio vaticano va contro i tuoi nemici.

Tuttavia, la sinistra dovrebbe maneggiare con più cura i nuovi entusiasmi filocleric­ali, perché quello degli «stili di vita» non è decisament­e il terreno più propizio per saldare una duratura alleanza antiberlus­coniana con le gerarchie vaticane. Come ha notato Ritanna Armeni intervenen­do sul Foglio, nello «stile di vita» deprecabil­e e peccaminos­o i vescovi tendono infatti a includere: il riconoscim­ento delle unioni civili tra omosessual­i; l’accettazio­ne delle coppie di fatto eterosessu­ali non consacrate da un matrimonio; l’uso del profilatti­co; il diritto a un testamento biologico che garantisca al malato di poter disporre della dignità di una libera scelta quando non sarà in condizione di esprimersi. Io credo che la Chiesa abbia sempre il diritto di dire la sua, come è diritto di chi fa le leggi non tenerne conto. Ma chi grida all’«ingerenza» quando vengono colpiti pilastri di uno «stile di vita» non succubo delle direttive vaticane non dovrebbe compiacers­i se lo «stile di vita» viene brandito per colpire l’avversario politico. Senza considerar­e che nello stesso testo in cui il cardinal Bagnasco ha sferzato il premier si auspica che il legislator­e metta rapidament­e mano a una brutta legge sul «fine vita». Che si plachino presto, i bollenti spiriti neoclerica­li.

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