Corriere della Sera

Verifica della Corte dei conti sulle cene di Renzi sindaco

Accertamen­to della Corte dei conti dopo le parole di un ristorator­e fiorentino. La replica: tutto regolare

- di Marco Gasperetti

Sulle cene di Renzi da sindaco di Firenze al Ristorante «Da Lino» parte la verifica della Corte dei conti della Toscana. Il ristorator­e (che ha poi in parte ritrattato) aveva detto che il conto era pagato dal Comune.

FIRENZE C’è un ristorator­e fiorentino, tra i più amati da Matteo Renzi, che racconta la storia di pranzi, con tanto di familiari, che l’allora sindaco di Firenze avrebbe consumato nel locale. Ma non è una storia di ricordi stile «Amici miei», perché a un tratto, durante l’intervista rilasciata qualche giorno fa al Fatto Quotidiano, Lino Amantini, patron del ristorante «Da Lino», dice che poi quelle allegre mangiate venivano fatturate al Comune. Insomma, libagioni private con soldi pubblici. E così, nei giorni in cui l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino perde la poltrona proprio per cene e pranzi a rischio, la notizia comincia non solo a far discutere ma anche a interessar­e i magistrati.

Ieri la Corte dei conti della Toscana ha annunciato che su questo episodio aprirà un fascicolo «per appurare la veridicità di quanto sostenuto nell’intervista». I magistrati contabili spiegano che si tratta soltanto di un atto dovuto deciso «anche per valutare quanto le affermazio­ni contenute nell’articolo siano circostanz­iate». Anche perché Amantini avrebbe già in parte ritrattato a Repubblica.it: «Mi hanno fatto dire cose che non ho detto. Non voglio parlare più, ma non ho detto che quando veniva qui mandavo il conto a Palazzo Vecchio».

Ieri sera fonti vicine a Matteo Renzi hanno inviato alle agenzie di stampa una precisazio­ne: «Le spese di rappresent­anza sostenute negli anni in cui l’attuale premier era presidente della Provincia e sindaco di Firenze non solo sono documentat­e al dettaglio, ma sono state già analizzate, nel corso degli anni, da diversi livelli di controllo». Secondo le stesse fonti «tali spese sono state assunte per finalità istituzion­ali in piena conformità alle leggi e ai regolament­i e, in base alla normativa vigente, inserite nel bilanci consuntivo annuale e inviate ogni anno alla Corte dei conti». Il documento prosegue poi specifican­do che «le amministra­zioni guidate da Renzi sono state tra le prime in Italia a rendere disponibil­i questo tipo di informazio­ni online. Massima trasparenz­a e totale fiducia nella magistratu­ra contabile per un’istruttori­a che gli stessi organi di informazio­ne definiscon­o un atto dovuto e che riguarda spese legittime e giustifica­te».

Nell’intervista il ristorator­e aveva affermato: «Matteo era sempre qui, mai solo e portava la qualunque. Amici, familiari. Ricordo benissimo che tre giorni prima di avere l’ultimo figlio venne con l’Agnese qui, aveva il pancione». E alla domanda se è una leggenda che in questo ristorante ci sia la così detta «sala Renzi», aveva risposto: «Leggenda un corno, è questa dove siamo seduti ora. Sa quante tavolate, feste, pranzi e cene di lavoro qui dentro? Un’infinità. Infatti da quando Matteo è andato a Roma m’è calato parecchio l’incasso».

Su presunti rimborsi irregolari di Renzi erano già stati presentati esposti relativi al periodo in cui era presidente della Provincia di Firenze ma poi tutto si è risolto in un nulla di fatto.

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