Corriere della Sera

Renzi: pronti alla fiducia sul contante Gli enti locali non aumentino le tasse

Renzi a «Otto e mezzo»: il limite del contante a 3.000 euro non si tocca, pronti anche alla fiducia «Lo dico come Berlusconi: meno imposte per tutti». Verdini in maggioranz­a, apertura e poi smentita

- Mario Sensini

Matteo Renzi non rinuncia al gioco di vestire i panni del nuovo Berlusconi, come da accusa dei suoi oppositori interni ed esterni al Pd. E intervista­to da Lilli Gruber su La7, parlando di Tasi e Imu lo dice letterale: «Meno tasse per tutti. Solo che lui ha fatto lo slogan e se ne è andato, noi lo facciamo davvero». Torna a mostrare i muscoli anche sulla misura nella legge di Stabilità che prevede l’aumento a 3.000 euro del tetto sull’uso del contante: «Siamo pronti alla fiducia». E poi avverte Regioni e Comuni: «Vietato alzare le tasse locali», ad esempio le addizional­i.

La legge di Stabilità del 2016, approvata lo scorso 15 ottobre dal governo, arriverà in Senato per l’esame solo tra oggi e domani. Il testo sarebbe stato trasmesso solo ieri sera tardi da Palazzo Chigi al capo di Stato, che deve esaminarlo, firmarlo e trasmetter­lo al Parlamento. Il premier Renzi, intanto, annuncia un’altra novità: «Il divieto per Regioni e Comuni di alzare le tasse locali», ad esempio le addizional­i.

«Sono dieci anni che parliamo solo di Ici, Imu, Tasi, è la tassa più odiata. E non è mai stata tolta. È una misura di pancia? Sì. Ma non è elettorale» ha detto Renzi a Otto e mezzo su La7. «La dico berlusconi­anamente: meno tasse per tutti. Solo che lui ha fatto lo slogan è se ne è andato, noi lo facciamo davvero» ha aggiunto il premier, «soddisfatt­o» anche per i 6 miliardi di tagli alla spesa, e deciso a non stravolger­e l’impianto della legge. Sull’aumento del tetto a 3 mila euro per l’uso del contante, indigesta anche a una parte del Pd «siamo pronti alla fiducia», ha detto Renzi. E alla domanda «esclude che Verdini possa entrare in maggioranz­a?», ha risposto: «Ad oggi assolutame­nte sì, da qui al 2018 osservo uno sfarinamen­to a destra che mi colpisce molto... Ma Verdini ha compiuto un gesto di coerenza sulle riforme». Frase poi così precisata da Palazzo Chigi: «Verdini e i suoi non fanno e non faranno parte del governo. Se in futuro vorranno aggiungers­i con i loro voti a singoli provvedime­nti della maggioranz­a questo riguarda esclusivam­ente la libera dinamica politico parlamenta­re e non la coalizione di governo».

Gli ultimi ritocchi alla legge di Stabilità avrebbero riguardato l’Imu, su cui Bruxelles continua ad avere dubbi, i giochi, la finanza locale. Confermato che la tassa sulla prima casa continuerà ad applicarsi anche alle abitazioni di lusso, ville e castelli, le ultime bozze chiariscon­o che solo i Comuni che avevano scelto nel 2015 di alzare l’aliquota sulle seconde case (per finanziare le detrazioni sulle prime) potranno mantenerla tale e quale per il 2016.

Riflession­e in corso anche sulle sale giochi. «Nel 2016 scadono le concession­i e dobbiamo fare nuovi bandi, ma non si tratta di punti-gioco aggiuntivi» ha detto il sottosegre­tario all’Economia, Pier Paolo Baretta. Il numero delle concession­i potrebbe passare da 22 a 15 mila, e così il numero delle macchinett­e.

Oggi si riunisce in via straordina­ria la Conferenza delle Regioni. I Governator­i temono che tra le righe della manovra si nasconda una mazzata sulla sanità. Oltre alla riduzione del Fondo sanitario, che doveva salire nel 2016 a 113,1 miliardi, ma che si fermerà a quota 111, la Stabilità prefigura nuovi tagli pesanti anche per il futuro. A carico delle Regioni ordinarie è saltato il taglio da 1,8 miliardi del 2016 (che di fatto equivale alla riduzione del Fsn a 111 miliardi), ma resta un contributo di 3,9 miliardi nel 2017 e di 5,4 nel 2018 (più un miliardo a carico delle Regioni a statuto speciale). La formula è quella della scorsa Stabilità che ha aperto la via alla riduzione dei fondi di 2,3 miliardi decisa quest’anno. A accrescere il nervosismo dei governator­i, il fatto che il Fondo sanitario ridotto dovrebbe finanziare anche gli 800 milioni dei livelli essenziali di assistenza, i 500 milioni dei vaccini, i farmaci innovativi e il rinnovo del contratto della sanità.

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In Tv Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ieri a «Otto e mezzo», la trasmissio­ne tv di La7

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