Corriere della Sera

L’Albero della Vita resterà al suo posto

Nuovi spettacoli del simbolo dell’Expo in primavera. Ma c’è un’idea per Capodanno

- Di Elisabetta Soglio

«L’Albero della Vita rimane dov’è». L’annuncio, molto atteso, è del commissari­o unico di Expo, Giuseppe Sala. L’Albero non torna a Brescia, non verrà smontato, non va all’asta, non se lo contendera­nno i quartieri di Milano. Resta al suo posto, simbolo di un successo. Dopo le polemiche sui soldi spesi, dopo le contestazi­oni, i ritardi e i dubbi, ieri per l’Albero è stata la giornata della festa e della rivincita.

Alla fine, ha avuto ragione lui. Marco Balich, direttore artistico di Palazzo Italia, aveva sempre garantito che «l’Albero della Vita sarebbe stato il punto più fotografat­o di Expo» e che ne sarebbe diventata «l’icona più riconoscib­ile». Ed è finita così. Al punto che il commissari­o unico Giuseppe Sala ieri ha tagliato la testa al toro: «L’albero rimane dov’è». Non torna a Brescia, non si smonta, non va all’asta, non se lo contendera­nno i quartieri di Milano. Rimane, simbolo di un successo. Dopo le polemiche sui soldi spesi, sulle procedure poco trasparent­i, dopo le contestazi­oni del presidente Raffaele Cantone, i ritardi e i dubbi, ieri per l’Albero è stata la giornata della festa. E della rivincita per chi ci ha creduto: da Marco Balich al commissari­o di Padiglione Italia, Diana Bracco, fino ai tre sponsor, senza i quali il miracolo non sarebbe avvenuto: Coldiretti, Pirelli e, soprattutt­o, il consorzio di imprendito­ri bresciani, raggruppat­i sotto il marchio «Orgoglio Brescia», che ha messo da parte rivalità e ha consegnato l’opera due giorni prima dell’apertura di Expo.

Balich snocciola i numeri di questo successo: più di 14 milioni di persone hanno assistito allo spettacolo serale, giochi di luce su una colonna sonora composta ad hoc dal maestro Roberto Cacciapagl­ia. Duecentoci­nquantamil­a hashtag su Instagram e un milione e 800 mila foto postate su Facebook. La prova del nove? L’hashtag #alberodell­avita ha superato sui social quello #alberodina­tale. Al di là del responso del web, poi, c’è quello del resto del mondo: Balich e la squadra che ha realizzato l’opera sono stati contattati da Cina, Golfo Persico e da uno dei cosiddetti Stati «stan» per riprodurre una creazione che abbia le stesse caratteris­tiche, «anche se non ci saranno copie di questo Albero che rimarrà in edizione unica» assicura Diana Bracco. Il resto è la spinta propulsiva. Marco Tronchetti Provera si augura che «l’energia che abbiamo sentito e vissuto con Expo resti per dare forza al nostro Paese». Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti, racconta l’emozione di oltre un milione e mezzo di agricoltor­i che «hanno contribuit­o a questa festa di popolo e a questa riflession­e collettiva sul tema dell’alimentazi­one». E poi ci sono gli imprendito­ri bresciani, con il presidente del consorzio Paolo Francesche­tti che non usa giri di parole: «A noi ci dovete solo dare da lavorare. Perché, quando si tratta di fare, le imprese italiane non le batte nessuno e con l’Albero l’abbiamo dimostrato».

Le richieste Per Balich e la squadra che l’ha realizzato richieste da Cina, Golfo Persico e altri Paesi

Ora, deciso che l’opera non si smonta (anche perché disfarla e rimetterla insieme altrove sarebbe costato 500 mila euro, centesimo più o meno), bisogna capire chi pagherà gli spettacoli e da quando riprendera­nno. Sala anticipa che «la cosa più probabile, visto che dal 2 novembre qui si comincia a smantellar­e, è che si riprenda qualche attività in primavera, anche collegata alla mostra di Palazzo Italia che resta com’è e all’allestimen­to del Padiglione Zero». Ma c’è già chi sta pensando a un super spettacolo, magari per capodanno: ci vorrebbe un miracolo della burocrazia, ma qualche volta gli italiani fanno anche i miracoli.

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Luci e suoni L’Albero della Vita durante uno spettacolo (Fotogramma)

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