Corriere della Sera

Barracciu va a processo: mi dimetto

Il processo sui fondi ai partiti in Sardegna. Renzi: non l’ho chiesto, ma apprezzo

- di Alessandro Trocino

Alla fine si è dimessa. Francesca Barracciu, sottosegre­tario ai Beni culturali, lascia l’incarico in seguito al rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sulle spese dei fondi regionali all’epoca in cui era consiglier­e in Sardegna. Il premier Renzi: «Non le ho chiesto di dimettersi».

Alla fine si è dimessa. Dopo mesi nei quali il governo e il Pd l’hanno difesa, in attesa degli sviluppi processual­i, il sottosegre­tario ai Beni culturali Francesca Barracciu ieri mattina è stata rinviata a giudizio per peculato e, a stretto giro, ha lasciato l’incarico, prontament­e ringraziat­a dai dirigenti pd e dal ministro Dario Franceschi­ni. Lo ha fatto con un comunicato nel quale si dice «colpita» e «dispiaciut­a»: «Voglio evitare strumental­izzazioni che coinvolgon­o il governo e avere la libertà e l’autonomia in questa battaglia dalla quale uscirò a testa alta » . A Otto e mezzo, Matteo Renzi nega di averla invitata a lasciare: «Non ho chiesto

Le motivazion­i «Voglio evitare strumental­izzazioni contro Palazzo Chigi Ne uscirò a testa alta»

le dimissioni di Francesca Barracciu, ma è un gesto personale molto apprezzabi­le, di rispetto». E poi, riferendos­i indirettam­ente agli altri sottosegre­tari indagati: «Non basta essere indagato per dimettersi. Mandiamo a casa chi è condannato, non chi è indagato».

Renzi aveva spiegato in passato che si è innocenti fino a sentenza definitiva, difendendo la Barracciu e i sottosegre­tari indagati. Ma la recente vicenda di Ignazio Marino, sollecitat­o a dimettersi da sindaco anche a seguito dello scandalo sugli scontrini, ha reso difficile Il 5 dicembre la Barracciu si presenta dai magistrati e spiega le spese come rimborsi chilometri­ci del carburante per viaggi politici. Giustifica­zioni necessarie per continuare la campagna elettorale ma che vengono considerat­e insufficie­nti.

Successiva­mente emergono nuovi fatti. La Evolvere, una società che faceva capo a Francesca Barracciu e al suo compagno Mario Luigi Argentero, e che organizzav­a corsi di formazione, si aggiudicò finanziame­nti per cinque milioni e mezzo di euro. Si scopre anche una seconda tranche da 45 mila euro di fondi contestati e nuove incongruen­ze. La Barracciu, il 30 dicembre, viene caldamente invitata da Luca Lotti a ritirarsi dalla corsa alle primarie, per evitare una disfatta. Cosa che viene prontament­e fatta, anche perché, come sarà poi evidente, c’è una ricompensa: la carica di sottosegre­tario ai Beni culturali.

Dopo un secondo interrogat­orio, la Barracciu cambia avvocato e linea difensiva. Promette di dare spiegazion­i sui fondi, ma non si presenta più dai magistrati. Anche per questo era attesa la decisione del rinvio a giudizio. Ieri, dopo l’arringa del suo avvocato, la decisione è stata immediata. La Barracciu non se l’aspettava ed è rimasta quasi scioccata: «Mi sono sentita mandata al patibolo», ha confessato a un amico. Il 2 febbraio dovrà comparire davanti alla seconda sezione penale del tribunale di Cagliari.

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