Corriere della Sera

«All’Unità si tocca il totem Berlinguer? Diamo spazio a posizioni diverse»

- Massimo Rebotti

L’Unità assai renziana guidata da Erasmo D’Angelis ( nella foto) ha dedicato un lungo articolo alla figura di Enrico Berlinguer: «Rivoluzion­ario o conservato­re?». Un testo, firmato dal filosofo Biagio De Giovanni, profondo e critico: «Berlinguer lesse il capitalism­o in modo schematico, ancorato all’idea che fosse in declino» ed era invece la vigilia «della più grande rivoluzion­e capitalist­ica di tutti i tempi». Dopo tante rotture con la tradizione del Pci ora volete «smitizzare» Berlinguer? «Si tocca un “totem” ma in senso positivo: è una figura chiave per tutti gli italiani. Faremo un ciclo di interventi su di lui (il prossimo è del direttore dell’Istituto Gramsci Giuseppe Vacca), ci saranno posizioni diverse». Condivide le critiche di De Giovanni? «In parte: è un testo che apre una discussion­e. Per me Berlinguer resta centrale e non possiamo guardarlo solo con gli occhi di oggi». Però ne parlate oggi. «Dopo la morte di Pietro Ingrao alcuni giovani lettori ci hanno scritto. Tanti sanno poco di quella stagione e di quegli uomini». De Giovanni scrive che Berlinguer fu un comunista convinto «fino all’ultimo» e che solo «una nuova generazion­e» rispetto alla storia di quella «sconfitta» può rifondare la sinistra. Parla di Renzi? «Neanche Renzi chiude con quella storia perché il Pci non è mai stato un mondo chiuso. Chi proviene da lì ha tutto il diritto di cittadinan­za nel Pd, che è un campo aperto: si tratta di recuperare il meglio di quella tradizione. Un po’ come le case del popolo: sono involucri rimasti fermi agli anni Settanta: un dibattito può far venir voglia di rimodernar­le...». Magari può essere utile anche ai nuovi dirigenti, un po’ «fragili» sui contenuti? «Siamo dentro una rivoluzion­e: il governo può aver sbagliato alcune cose, penso alla scuola, ma non si sono mai fatte tante riforme come in questo periodo. Detto questo, una certa fragilità di pensiero politico c’è». A proposito di come spiazzare i vecchi militanti ieri sull’«Unità» ha scritto a favore della legge di Stabilità Ernesto Auci, l’ex direttore del Sole 24 Ore che ha avuto incarichi in Confindust­ria e Fiat. «Il mondo è cambiato e noi non siamo in un recinto. Anche i lettori dell’Unità sono cambiati: ci sono quelli “sentimenta­li” e i duri e puri renziani che ogni giorno vorrebbero leggere un manifesto del renzismo». E voi glielo date. «In parte lo trovano, sì. E giustament­e».

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