Corriere della Sera

Assolto de Magistris, non sarà sospeso

Scagionato con Genchi sul caso Why Not. Ma non aveva comunque rinunciato alla prescrizio­ne Per il sindaco salta lo stop della legge Severino. De Luca ancora a rischio, in attesa della Consulta

- Why Not Fulvio Bufi

All’indomani della bocciatura da parte della Consulta del suo ricorso contro la legge Severino, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris scopre di non correre più il rischio di essere sospeso. Ieri sera la Corte d’Appello di Roma lo ha assolto dall’accusa di abuso d’ufficio nel processo in cui era imputato insieme al consulente Gioacchino Genchi — anche lui assolto — per le acquisizio­ni dei tabulati telefonici durante l’inchiesta « », che de Magistris condusse quando era pubblico ministero a Catanzaro. L’avrebbe scampata in ogni caso perché il reato contestato­gli era ormai prescritto e lui non aveva rinunciato alla prescrizio­ne, ma l’assoluzion­e era ovviamente in cima alle sue speranze.

Il 24 settembre dello scorso anno l’ex pm era stato condannato in primo grado a un anno e tre mesi di reclusione, e perciò era incorso negli effetti della legge Severino e pochi giorni dopo era stato sospeso dalla carica di sindaco. Dopo circa un mese fu reintegrat­o da un provvedime­nto del Tar che sospendeva la sospension­e (inevitabil­e il bisticcio di parole), rinviando gli atti alla Consulta affinché si esprimesse sulla legittimit­à della Severino.

Il caso ha poi voluto che il pronunciam­ento della Corte costituzio­nale precedesse di poche ore la sentenza di secondo grado nei confronti di de Magistris. Al quale veniva contestato di avere acquisito, nel 2006, i tabulati telefonici di numerosi parlamenta­ri pur senza l’autorizzaz­ione delle Camere. Furono tracciati Prodi, Rutelli, Mastella, Minniti, Gentile, Gozi, Pisanu e Pittella. All’acquisizio­ne dei tabulati di ciascun parlamenta­re corrispond­eva ora un capo di imputazion­e. E se in primo grado de Magistris era stato riconosciu­to colpevole di abuso di ufficio in tutti gli otto casi, ieri il pg Pietro Catalani, rappresent­ante della pubblica accusa, aveva chiesto che il sindaco di Napoli venisse assolto relativame­nte alle accuse riguardant­i Pisanu e Pittella. La Corte (presidente Ernesto Mineo) ha invece escluso che l’acquisizio­ne dei tabulati telefonici degli esponenti politici fosse un atto illecito, e ha pronunciat­o la sentenza di assoluzion­e totale con la formula «il fatto non costituisc­e reato».

Napoli Il sindaco Luigi de Magistris, 48 anni, ieri alla mostra dedicata al compositor­e Cesare Andrea Bixio, sulla musica e il cinema del ‘900 italiano

Il processo

Nel 2014 Luigi de Magistris viene condannato in primo grado a un anno e tre mesi di carcere, insieme al suo consulente Gioacchino Genchi, per abuso d’ufficio

Per l’accusa, quando era pm di Catanzaro, nel 2006, de Magistris, con Genchi, aveva acquisito senza aver richiesto la preventiva autorizzaz­ione alle Camere centinaia di tabulati telefonici di diversi parlamenta­ri nell’ambito delle inchieste «Why Not» e «Poseidone» su presunti casi di corruzione in Calabria

Ieri la Corte d’appello di Roma ha assolto entrambi perché «il fatto non costituisc­e reato»

De Magistris si è riservato di commentare approfondi­tamente la vicenda oggi, dopo aver visto i suoi legali. La sua rezione a caldo è ovviamente di soddisfazi­one: «Per me è la fine di una profonda sofferenza: se un anno fa io, eletto dal popolo, mi fossi dimesso, oggi, con questa assoluzion­e, non sarei potuto tornare a fare il sindaco. Che vulnus democratic­o ci sarebbe stato?», ha detto quando ha saputo l’esito del processo, aggiungend­o che «finalmente è stata fatta giustizia».

Resta però sullo sfondo un aspetto di questo processo che

con l’esito favorevole diventa ininfluent­e, ma che ci si aspetta che de Magistris chiarisca per una questione di coerenza. Come già detto, il reato contestato all’ex pm era ormai prescritto, e infatti durante la sua requisitor­ia il pg, oltre a chiedere l’assoluzion­e per i due capi di imputazion­e citati, aveva chiesto la prescrizio­ne per gli altri sei. Questo significa che de Magistris, pur avendo ripetuto più volte che voleva veder riconosciu­ta la propria innocenza — come è in effetti avvenuto — e che avrebbe quindi rinunciato alla prescrizio­ne,

(«Non me ne avvarrò in appello» disse il 21 novembre 2014), alla fine si è lasciato spalancata la porta che avrebbe salvato la sua fedina penale e la sua carica di sindaco. Anche se in contraddiz­ione con se stesso e con la credibilit­à delle sue promesse. Non avrà invece una prescrizio­ne già bell’e pronta, il presidente della Campania De Luca qualora anche il suo ricorso pendente alla Consulta dovesse essere bocciato. Per lui i tempi per la sospension­e ci sarebbero ancora.

I tempi La sentenza il giorno dopo il no della Consulta al ricorso contro la norma dell’ex Guardasigi­lli Sono molto contento, finalmente è stata fatta giustizia Per me finisce un incubo È stata una vicenda che mi ha procurato molta sofferenza La legge Severino è sbagliata Si è rischiato un vulnus democratic­o Ecco perché ci vuole una riflession­e nazionale, serena e onesta

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