Corriere della Sera

Se la satira volgare prende di mira il ministro donna e le unioni gay

- Di Maria Teresa Meli

Ci sono uomini (politici) che odiano le donne. Accade in Italia. E succede anche che nella nota quotidiana del gruppo di Forza Italia, il cosiddetto Mattinale, creatura del presidente dei deputati azzurri Renato Brunetta, appaia una vignetta sessista (che il Corriere ha deciso di non pubblicare) contro Maria Elena Boschi. La libertà di satira è sacra. Anzi è più che sacra. Ed è inviolabil­e, naturalmen­te. Ma se il sarcasmo è al servizio di una parte politica, allora le cose cambiano e criticare quella «striscia» è legittimo. La storia è questa. In un fumetto dal titolo «Boschi, unioni civili con chi ci sta» si vedono le gambe nude di una donna, che è distesa su un letto e che chiede ammiccante: «Chi vuole fare un’unione civile con me?». Ovvio che una vignetta simile non poteva non suscitare un «caso» e una polemica che non si è sopita nemmeno dopo le «scuse» (tardive). Renato Brunetta giustament­e si indigna ogni volta che qualche politico fa della greve ironia sulla sua statura. Ma, evidenteme­nte, il capogruppo di Forza Italia alla Camera usa due pesi e due misure. Quel che vale per lui non vale per gli altri. Tanto più se i bersagli in questione sono una donna, colpevole di essere bella e giovane (oltre che brava), e un tema (l’omosessual­ità) che non divide più i cittadini italiani, ma solo i parlamenta­ri nostrani. La ministra delle Riforme sta riuscendo a completare l’iter difficile di un disegno di legge costituzio­nale che ha il suo nome, e che aveva avuto in prima battuta i voti di Forza Italia. É ovvio che questo sia motivo di grande disappunto per Brunetta. Non solo: Boschi si è anche espressa con grande nettezza (unica nel governo) a favore delle unioni civili. Ma il capogruppo di Forza Italia, invece di rilasciare delle dichiarazi­oni critiche nei suoi confronti, come avrebbe fatto se il suo avversario politico fosse stato un uomo, ha preferito affidarsi alla satira volgare del Mattinale. Insomma, a quanto pare, la colpa della ministra Maria Elena Boschi è doppia, anzi, tripla: è giovane, bella ed è una donna. Perciò contro di lei è meglio utilizzare il sessismo e non la polemica politica. Quella si riserva ai «maschietti». Per le «femminucce» non vale la pena. Come non vale la pena prendere sul serio i problemi di tutti gli omosessual­i italiani che vorrebbero riconosciu­ti quei diritti che nel resto del mondo occidental­e sono acquisiti ormai da tempo.

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