Corriere della Sera

Netanyahu accusa il Gran Muftì arabo di aver ispirato la Shoah

Interviene il governo tedesco: la responsabi­lità fu nostra

- DAL NOSTRO CORRISPOND­ENTE

L’ha già scritto in un libro una ventina d’anni fa e adesso lo ripete perché è impegnato nella sfida della propaganda con Abu Mazen, il presidente palestines­e. Così Benjamin Netanyahu approfitta del discorso al Congresso sionista mondiale per accusare un altro leader palestines­e di aver convinto Adolf Hitler a sterminare gli ebrei d’Europa: «Il Führer non voleva annientarl­i, pensava di espellerli — proclama dal palco il primo ministro israeliano —. Ma Haj Amin al-Husseini, il Gran Mufti di Gerusalemm­e, aveva protestato con lui “verranno tutti qui”. Hitler aveva risposto: “Allora che devo fare con loro?“. “Bruciali”».

La ricostruzi­one è stata smontata dagli storici dell’Olocausto — che pure riconoscon­o l’entusiasmo verso il nazismo del capo religioso musulmano — e criticata dall’opposizion­e perché «il premier in questo modo minimizza il ruolo dei nazisti, è una distorsion­e tragica che favorisce i negazionis­ti», commenta il leader laburista Isaac Herzog. Zehava Galon, che guida la sinistra radicale, attacca: «Forse i 33.771 ebrei massacrati a Babi Yar nel settembre del 1941, due mesi prima che il Mufti e Hitler si incontrass­ero, andrebbero riesumati per comunicare loro che il Führer non voleva farli scomparire». Anche Moshe Yaalon, che di Netanyahu è il ministro della Difesa, interviene per precisare che «la Storia è molto, molto chiara: Hitler diede il via allo sterminio, Haj Amin alHusseini lo sostenne».

Per di più le frasi sono state pronunciat­e da Netanyahu la sera prima della partenza per Berlino, dove ieri ha incontrato Angela Merkel. Il portavoce della Cancellier­a è stato costretto a entrare nella polemica: «Tutti i tedeschi sanno della smania omicida e razzista dei nazisti che portò all’Olocausto, una rottura con la civiltà. Questi sono i fatti che insegniamo nelle nostre scuole, perché non devono essere mai dimenticat­i. Sappiamo che la responsabi­lità per questo crimine contro l’umanità è nostra».

Il premier israeliano ha dovuto spiegare di non aver voluto assolvere Hitler o la sua «responsabi­lità demoniaca» ma di aver voluto far capire: «Senza colonie e senza quella che chiamano l’“occupazion­e” i palestines­i erano già coinvolti nell’incitament­o contro gli ebrei».

Le violenze di queste settimane (gli attentati terroristi­ci contro gli israeliani, gli scontri tra i palestines­i e l’esercito) sono state accompagna­te dagli scambi di accuse tra Netanyahu e Abu Mazen, che ieri ha denunciato le parole «indifendib­ili » del premier. Saeb Erekat, suo consiglier­e e segretario generale dell’Organizzaz­ione generale della Palestina, dice: «Ha reso ancora più profondo il fossato che ci divide. È un giorno molto triste quando il capo del governo israeliano dimostra di odiarci così tanto da assolvere il più famigerato criminale di guerra della Storia».

Nel saggio del 1993 ( «A place

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy