Corriere della Sera

«La finestra si è chiusa». Biden rinuncia, non sarà mai presidente

Il vice di Obama annuncia che non correrà per la Casa Bianca. La strada è sempre più spianata per Hillary

- DAL NOSTRO INVIATO M. Ga.

Analizzand­o con cura tutti gli indizi — il video sulla lunghissim­a carriera politica e sulle tragedie familiari diffuso dall’organizzaz­ione politica che lo affianca, le sortite sul «blitz» contro Bin Laden e l’ostilità nei confronti dei repubblica­ni che sembravano fatte apposta per mettere in difficoltà Hillary Clinton e per costruirsi una piattaform­a elettorale — gli analisti politici più raffinati erano giunti a una conclusion­e unanime: Joe Biden è deciso a candidarsi.

Quando ieri la Casa Bianca ha fatto sapere che il vicepresid­ente avrebbe fatto un annuncio entro pochi minuti, l’allargamen­to della rosa dei candidati alla nomination democratic­a sembrava ormai scontato. E, invece, il 72enne Biden ha sorpreso tutti annunciand­o la sua rinuncia: «Vorrei ma il mio tempo è scaduto».

Una scelta che apre un’autostrada davanti all’ex «first lady», visto che ben pochi credono che possa essere battuta dal radicale Bernie Sanders, nonostante il largo seguito che si è conquistat­o. Mentre gli altri candidati sono solo comparse (e Jim Webb è già sparito: ieri si è ritirato dalla gara per la nomination).

Adesso resta solo da capire il perché del repentino ripensamen­to di Biden: una decisione che sembrerebb­e essere stata presa all’ultimo momento e di controvogl­ia, a giudicare dal discorso che il vicepresid­ente ha pronunciat­o ieri nel Rose Garden davanti a Barack Obama e con a fianco sua moglie Jill. Il vecchio combattent­e democratic­o (candidato sconfitto alle presidenzi­ali del 1988 e del 2008) ha fatto capire che avrebbe potuto essere un ottimo presidente, di sentirsi il più qualificat­o, ha parlato delle sofferenze della sua famiglia, della morte, a maggio del figlio Beau, ucciso da un tumore al cervello: «Avrei voluto essere il presidente che vince la battaglia contro il cancro: è un obiettivo alla nostra portata».

Biden, uno che non ha mai risparmiat­o le parole, ha parlato a lungo toccando i vari punti della politica americana. Ha spiegato che in ogni campagna elettorale c’è una finestra di opportunit­à per costruire l’organizzaz­ione necessaria a condurre una gara con gli altri candidati che abbia realistich­e possibilit­à di successo. Ed è arrivato alla conclusion­e che quella finestra per lui ormai si è chiusa. Non ha spiegato perché ha aspettato tanto a decidere, visto che è da prima dell’estate che lui stesso aveva ipotizzato una candidatur­a che prima tutti davano per esclusa.

Probabilme­nte un desiderio di prolungare ulteriorme­nte la sua già lunghissim­a carriera politica che, all’ultimo momento, gli deve essere sembrato poco razionale.

E così un discorso di investitur­a è stato trasformat­o nell’annuncio di un «lungo addio alla politica». Perché, ha aggiunto il combattivo Joe, «anche se non sarò un candidato, non intendo affatto restare in silenzio. Parlerò forte e chiaro su ciò che mi sembra necessario per il futuro del nostro partito e del nostro Paese».

La frase «Anche se non sarò un candidato, non intendo affatto restare in silenzio»

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(Jim Watson)
Tandem Joe Biden con Barack Obama (Jim Watson)

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