Corriere della Sera

«Tensioni con fratello e nipoti, mio marito aveva paura»

Brescia, i verbali della moglie dell’imprendito­re. L’operaio: quella sera dalla fonderia una fumata anomala

- Andrea Pasqualett­o Wilma Petenzi

«Negli ultimi mesi la situazione era diventata molto tesa. A causa del cambio generazion­ale ai vertici dell’azienda c’erano stati screzi con la famiglia del fratello. Mario mi diceva addirittur­a di aver paura per i propri figli». Due pagine fitte, una denuncia pesante e, in calce, la firma di Irene Zubani, la moglie di Mario Bozzoli, l’imprendito­re scomparso la sera dell’8 ottobre dopo averle telefonato dalla fonderia di Marcheno diventata da quel giorno un luogo di misteri. È il verbale di «querela orale» sottoscrit­to a meno di ventiquatt­r’ore dalla sparizione del consorte davanti ai carabinier­i di Tavernole sul Mella, nell’Alta Valtrompia.

«Quella sera dovevamo andare a cena lui e io al ristorante Seradel di Padenghe sul Garda... L’ultima telefonata me l’ha fatta alle 19.11, mi diceva che si stava preparando per fare la doccia, dopodiché sarebbe partito per raggiunger­ci al lago...». Poi il silenzio. Così alle 23 decide di andare a cercarlo. «Ero certa che fosse successo qualcosa, gli operai mi hanno detto di averlo visto, per l’ultima volta, intorno alle 19.15... Dicevano inoltre di aver riavviato un sistema che era andato in errore e aveva causato una fumata». Una fumata anomala, come confermerà poi l’operaio Oscar Maggi, addetto al controllo dei forni con Giuseppe Ghirardini, il suo collega trovato senza vita domenica scorsa sopra Ponte di Legno.

Della denuncia sorprende la volontà di sottolinea­re il clima familiare non proprio idilliaco: «Il fratello vietava agli operai di parlare con mio marito, di fatto ostracizza­ndolo... Mario vedeva questa situazione come un affronto alla sua dignità. Ultimament­e, nel tornare a casa, diceva sempre che un giorno o l’altro avrebbe fatto una denuncia ma non ha mai detto per cosa... Temeva il mobbing lavorativo del fratello». Ma secondo Irene, assistita dall’avvocato Patrizia Scalvi, il marito non temeva solo il fratello Adelio, il quale parla invece di un clima tornato sereno il mese scorso, ma anche i nipoti che lavoravano in azienda. «Diceva che forse portavano via del materiale dalla ditta, magari per rivenderlo e finanziare la loro nuova fonderia di Bedizzole». Una nuova attività, anticamera della rottura. «I rapporti si incrinaron­o molto all’apertura di questa azienda... tanto da aver paura che un giorno, recandosi in azienda, non sarebbe più riuscito ad aprire il cancello » . Quanto basta per convincere la procura di Brescia a battere la pista «familiare» per cercare di risolvere il giallo dell’imprendito­re sparito e del suo operaio morto dopo una settimana, cioè il giorno successivo alla deposizion­e di Maggi. Maggi quella sera era lì, al muletto, e ha raccontato di una fumata anomala. «Il mio cliente — dice l’avvocato Alberto Scapaticci, spiegando che non è indagato — ha confermato che intorno alle 8 meno 20, mezz’ora dopo aver salutato Mario Bazzoli, il forno si è bloccato e sarebbe andato lui stesso a farlo ripartire, in quanto la zona del quadro elettrico è spostata. Non era la prima volta che succedeva». Avrebbe detto a Ghirardini di stare attento a cosa buttava dentro perché poteva saltare tutto. Risultato: Bozzoli scomparso e Ghirardini morto.

C’erano stati alcuni screzi e la situazione era tesa, Mario voleva denunciarl­i

 ?? (foto Cavicchi) ?? I forni All’interno della fonderia ci sono tre forni sui quali gli investigat­ori stanno eseguendo analisi e rilievi
(foto Cavicchi) I forni All’interno della fonderia ci sono tre forni sui quali gli investigat­ori stanno eseguendo analisi e rilievi

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