Corriere della Sera

SALVATA LA LEGGE FORNERO UN BENE PER I CONTI PUBBLICI

- Riccardo Puglisi

La seconda legge di Stabilità presentata dal governo Renzi spicca per una presenza e due (relative) assenze. Nello scegliere il modo in cui abolire la tassazione sulla prima casa e neutralizz­are le clausole di salvaguard­ia — cioè gli aumenti futuri di Iva e imposte sulla benzina — il governo impone la presenza ingombrant­e di quella che viene eufemistic­amente definita «flessibili­tà Ue», cioè di un deficit aggiuntivo rispetto a quello che si avrebbe avuto lasciando le cose come stanno. Questo deficit aggiuntivo va a braccetto con la relativa assenza di Spending review, come modo alternativ­o di finanziare gli interventi decisi: dopo la dipartita di Cottarelli nessuno si stupirebbe del fatto che anche Roberto Perotti finisca anzitempo la propria esperienza come Commissari­o, in quanto l’obiettivo di risparmio è rimasto sostanzial­mente dimezzato rispetto alle ipotesi iniziali.

Se abbiamo a cuore la tenuta dei nostri conti pubblici dobbiamo invece rallegrarc­i che i prepension­amenti siano sostanzial­mente assenti dalla manovra, con l’eccezione di una piccola ipotesi di impiego part-time per i lavoratori prossimi alla pensione, e di un giusto intervento per sistemare gli ultimi casi di lavoratori esodati. Per ora abbiamo dunque evitato un costoso smantellam­ento della riforma Monti-Fornero delle pensioni, tanto ingiustame­nte vituperata, quanto cruciale per tenere lontano il nostro Paese da una bancarotta causata dagli squilibri demografic­i. Va poi sgombrato il campo da un equivoco: nonostante la peculiare convergenz­a di opinioni tra Susanna Camusso e Matteo Salvini, non esiste nessuna evidenza empirica a sostegno della cosiddetta staffetta generazion­ale, cioè l’idea di accrescere l’occupazion­e dei giovani prepension­ando i lavoratori attuali. E se l’obiettivo è quello di aumentare il reddito e l’occupazion­e totale, perché mai incaponirs­i nella redistribu­zione del reddito, per di più esacerband­o le distorsion­i del nostro stato sociale, che già ora dà molto agli anziani e molto poco alle giovani famiglie con bambini?

Responsabi­le economico

di Italia Unica

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