Corriere della Sera

5 Sos, mai più boyband

Svolta dark del gruppo australian­o, ex erede degli One Direction «Cantiamo la rabbia dei ragazzi nati nella periferia di Sydney»

- Paola De Carolis

LONDRA «Ai ragazzi non piace essere definiti una boyband o un’appendice degli One Direction». Il messaggio del management alla vigilia dell’intervista è chiaro. Basta domande su gruppi costruiti a tavolino, basta riferiment­i a Harry Styles e compagni. I 5 Seconds of Summer si sono stufati. Se il look rimane lo stesso — quattro giovani con abbronzatu­ra, freschezza e muscolatur­a dei loro anni e della loro Australia — il suono cambia. Il secondo album, «Sounds Good Feels Good», nasce dal cuore.

«Ci abbiamo messo molto tempo a scrivere le canzoni» racconta con orgoglio Ash (Ashton Irwin, il batterista). Luke (Hemmings, cantante e chitarrist­a) annuisce con un sorriso, come a sottolinea­re che sono musicisti veri con idee e creatività da esplorare. Il primo disco, del quale sono stati venduti tre milioni di copie, è nato in una manciata di ore. Li ha fatti diventare un fenomeno. «Siamo stati trasportat­i in un’esperienza inverosimi­le». Il successo continua. Hanno milioni di fan, ma con il nuovo disco sperano di «comunicare in modo diverso» con il loro pubblico.

Meno pop, più rock, più grunge. Per 17 canzoni, 17 personaggi diversi: «Abbiamo tante storie da raccontare e i personaggi sono un modo per costruire in un’altra dimensione un legame con chi ci ascolta».

A partire dai singoli «Hey Everybody » e « She’s Kinda Hot» le canzoni non sono state facili da scrivere. «Arrivano da un posto diverso, sono più personali, raccontano l’ambiente tutt’altro che solare e facile dove siamo cresciuti». Se l’associazio­ne con gli One Direction ha costruito un’immagine di superficia­lità, i quattro ragazzi della band sono cresciuti nella periferia occidental­e di Sydney. «I ragazzi dei nostri quartieri sono arrabbiati, non vanno a scuola volentieri, sono violenti. Se prendi il treno devi stare attento perché è probabile che verrai picchiato». Per Ash la musica in generale, e la band, hanno fornito l’opportunit­à di scappare dal passato e costruirsi una vita nuova.

«È una vita relativame­nte strana, alla quale non siamo ancora abituati», precisa. «Non abbiamo una casa, non abbiamo una base», aggiunge Luke. «Passiamo tutto il nostro tempo in giro. È fantastico, ma una casa ci serve, bisogna trovarla». Dove? «In California, con ogni probabilit­à a Los Angeles». Ognuno in case diverse? «No, tutti insieme». Perché se il successo, le tournée, i concerti, l’assenza di una routine costituisc­ono «un vortice che rasenta la pazzia» l’antidoto sono i membri della band. «Solo noi siamo in grado di capire come ci sentiamo» spiega Luke.

«Essere in un gruppo — aggiunge Ash — è un grande aiuto. Ci ha insegnato a essere più tolleranti, comprensiv­i, a tenere i piedi per terra. Appena ti lasci trascinare dall’ego i compagni ti prendono a schiaffi».

Se c’è un gruppo la cui carriera sperano di emulare si tratta degli U2. «Sono delle leggende e allo stesso tempo riescono ad avere una vita personale equilibrat­a». Per quanto riguarda le loro canzoni, invece, l’inspirazio­ne arriva da quartieri diversi. I Blink 182, Red Hot Chili Peppers, Franz Ferdinand. Ciò nonostante la loro musica non convince i critici seri. L’anno scorso i 5Sos hanno vinto il premio della rivista Nme come peggior gruppo. In Australia la band è stata accusata di aver rovinato la reputazion­e musicale del Paese. «Sono commenti che fanno male — ammette Ash —. Poi però ci rimbocchia­mo le maniche. Abbiamo tanto lavoro da fare, ce la possiamo fare».

«Dobbiamo mirare alto» — aggiunge Luke —. Siamo all’inizio, non abbiamo ancora realizzato quello che possiamo fare. Sul palcosceni­co quando finiamo siamo vuoti, senza energia, ma il giorno dopo si ricomincia». Legato all’Italia c’è un momento magico: «A Milano credevano che non ci conoscesse nessuno, invece le fan hanno bloccato il centro. Non lo dimentiche­remo mai».

 ??  ??
 ??  ?? A Milano Nel giugno 2014, i 5 Seconds of Summer si affacciano su una piazza del Duomo di Milano gremita
A Milano Nel giugno 2014, i 5 Seconds of Summer si affacciano su una piazza del Duomo di Milano gremita

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy