Corriere della Sera

Juve, un pareggio con l’amaro in bocca

Resta in testa alla classifica del girone ma l’atteso esame di maturità non è stato superato: solo 0-0 col Borussia

- DA UNO DEI NOSTRI INVIATI Alessandro Bocci

Buffon Ai punti avremmo vinto noi, ma loro non hanno rubato nulla Pogba Sento tante parole ma il 10 non mi pesa. Farò gol con una nuova cresta colorata

Un’occasione persa. La Juve dentro il suo stadio trasforma il Borussia Moenchengl­adbach in un piccolo Chievo, o se preferite in un altro Frosinone e rischia di complicars­i la vita sulla strada che porta agli ottavi della Champions. Lo 0-0 senza emozioni è una frenata che riapre molti interrogat­ivi sui bianconeri. Allegri, oltre ai tre punti, si aspettava una prova di maturità e sotto questo profilo la sua creatura è una delusione. Senza intensità nel calcio moderno, soprattutt­o in Europa, non si va da nessuna parte. Così il Borussia, che non è più quello degli anni 70, porta a casa il primo punto europeo del 2015 dopo aver perso le ultime quattro partite, due in Champions in questa stagione e due in Europa League nella scorsa.

La Juve attacca, ma è scolastica, prevedibil­e, lenta. E spuntata: due tiri nello specchio della porta (su 22 tentati) in 90 minuti, entrambi di Pogba e tutt’altro che irresistib­ili, sono la fotografia del secondo 0-0 di fila dopo quello di Milano. Morata, che aveva segnato nelle cinque precedenti partite europee, non riesce a scavalcare Del Piero e si ferma a un passo dalla storia; Mandzukic, a corto di condizione, è un palo della luce in mezzo all’area tedesca; Pogba fa e disfa, volenteros­o ma pasticcion­e. E Cuadrado, l’unico in questo momento in grado di accendere la Juve, si prende un mercoledì di vacanza. E non è una buona notizia neppure la vittoria del City contro il Siviglia: ora gli inglesi sono nella scia dei bianconeri.

La Juve all’inizio occupa bene il campo, sfrutta le fasce, inserisce i centrocamp­isti al momento giusto. Ma il ritmo è troppo compassato per sfondare il muro tedesco. Il Borussia bada al sodo giocando corto e stretto, grazie ai due mediani Xhaka e Dahoud che si abbassano moltissimo e alle due ali, Traorè e Johnson, che coprono bene le corsie esterne. La squadra di Schubert non è proprio una sinfonia, non riparte quasi mai (soltanto una volta e Chiellini è bravo a anticipare il brasiliano Raffael sul cross teso da sinistra di Traorè), però è molto solida e difficile da sorprender­e. Così la Juve nel primo tempo si accontenta dei tiri da fuori, da Cuadrado a Morata (due volte), e il più pericoloso è quello basso di Pogba. Ma niente da fare. A Milano aveva regalato il primo tempo all’Inter, stavolta cerca di fare la partita ma servirebbe­ro più ritmo, grinta, furia agonistica.

Nella ripresa il copione non cambia anche se all’inizio i tedeschi provano a palleggiar­e di più nella metà campo juventina, concedendo un paio di belle ripartenze alla squadra di Allegri. E con quelle arrivano anche i tiri nello specchio, due in quindici minuti entrambi di Pogba (il secondo su punizione) ma non certo irresistib­ili. Max allora prova a cambiare spartito: fuori l’opaco Cuadrado per Pereyra, Mandzukic per Zaza e Morata per Dybala.

Ma neppure con il 4-3-1-2 i bianconeri riescono a mettere in crisi i tedeschi che tornano a casa con il primo punto Champions. Mentre la Juve rivede i fantasmi dentro il suo stadio che prima era un fortino e adesso è terra di conquista. Domenica contro l’Atalanta, in gran spolvero, servirà di più per rilanciare la sfida in campionato.

 ?? (Afp) ?? Muro tedesco Un tentativo su punizione di Paul Pogba si spegne contro la barriera del Borussia Moenchengl­adbach. Il francese della Juventus è a quota zero gol in Champions finora
(Afp) Muro tedesco Un tentativo su punizione di Paul Pogba si spegne contro la barriera del Borussia Moenchengl­adbach. Il francese della Juventus è a quota zero gol in Champions finora
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