Corriere della Sera

Squadra imperfetta ma questo punto può tornare utile

- Di Mario Sconcerti

Un pareggio che non lascia grandi preoccupaz­ioni. In Champions non si vince sempre, gli avversari contano. Preoccupa semmai di più la mancanza generale di velocità della Juve, quella che viene dal campionato e dal suo essere massiccia dove comincia il gioco, dove si cammina solo con le idee. Per la classifica va bene anche così, il City continua ad avere difficoltà, il Siviglia è stato già battuto. Continuano a non esserci problemi eccessivi per la qualificaz­ione. La Juve anzi, oggi come oggi, è squadra più europea che italiana proprio per la sua fisicità, per l’insistenza agonistica e la linea pianeggian­te della sua creatività. Quando ci si chiede perché Dybala resta fuori bisogna risponders­i che purtroppo è normale. Due punte leggere non tengono il pallone quando la squadra riparte, vengono spostate fisicament­e, facendo ripartire gli avversari. Mandzukic è stato acquistato quasi solo per questo. Dall’alto non si vede, ma in Europa gli avversari sono sempre 5 cm più alti e 5 kg più tosti. O sei Messi o resti solo piccolo e agile, un buon boccone. Alla Juve stavolta manca una superiorit­à tecnica che giustifich­i il gol. I tedeschi hanno fatto il loro catenaccio moderno, un gioco onesto in questo tipo di partite. Non hanno mai tirato in porta, ma pochissimo ha tirato anche la Juve. Sembra che il calcio moderno si stia abituando a questa diversa eccezione del tiro in porta. È sempre più difficile. Non ha risolto Pogba, che pure ci ha provato, è stato in partita, ma senza poter decidere. Sono stati serviti poco e male Morata e Mandzukic, è stato incerto Cuadrado. La Juve ha tenuto il campo senza vincerlo, complessiv­amente lenta nel fare gioco, soffrendo la poca agilità del suo centrocamp­o. È stata brava nel semplice, ma non ha mai avuto uno spunto. Questo è forse un limite serio a questi livelli. Da Pogba si pretende troppo. Non è Maradona, si porta dietro il suo peso e la sua stazza, non può essere anche morbido. Ha bisogno di due metri per il controllo. Dà tempo all’avversario di pensare. Il Borussia è stato un avversario solo organizzat­o, la Juve una squadra che è ancora imperfetta. Ma giocava anche sul velluto. Vincere era un lusso, il pareggio complessiv­amente non è da dimenticar­e. Tornerà utile.

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