Corriere della Sera

Ora anche Obama contro la Russia

La Russia e il doping, intervengo­no gli Usa Il Cremlino: la Wada provi le accuse La Casa Bianca: nessun dubbio sull’inchiesta

- di Massimo Gaggi

È la versione che tende ad accreditar­e Mosca secondo la quale gli Stati Uniti vorrebbero estendere anche allo sport la logica delle sanzioni economiche fin qui applicate dall’Occidente nei confronti di Mosca. Per sostenere la tesi della persecuzio­ne politica il Cremlino deve negare la validità del rapporto della Wada, ignorando gli elementi a carico della Russia e del suo «doping di Stato».

Ma il rapporto degli esperti, un documento dettagliat­o di 323 pagine, è molto circostanz­iato ed è sulla base delle sue conclusion­i che Grigory Rodchenkov, il capo del laboratori­o di Mosca che è l’interlocut­ore russo del Wada, si è dovuto dimettere dal suo incarico. Putin, che ha puntato molto sull’immagine della Russia come potenza sportiva per far crescere il prestigio del Paese, e che si è presentato spesso egli stesso come un leader molto atletico, è in difficoltà. Ma, ormai alla vigilia del G-20 che si riunirà domenica in Turchia, ad Antalya, dove il presidente russo si troverà di nuovo di fronte a Obama, oltre agli altri leader mondiali, Putin non può che provare a tirare dritto: da un lato le sue autorità sportive sono costrette ad ammettere che gli esperti della Wada sono seri, promettono che faranno luce, che puniranno i colpevoli se emergerann­o responsabi­lità (peraltro già riportate nero su bianco nelle pagine del rapporto che indica non solo le federazion­i ma anche i singoli atleti ritenuti colpevoli e denuncia la complicità del governo russo e addirittur­a del FSB, i servizi segreti del Cremlino).

Dall’altro il G-20 turco offre a Putin un palcosceni­co per tentare di riproporre la questione in termini più politici. Magari provando a spazzare l’imbarazzan­te questione sportiva sotto il tappeto della battaglia comune per combattere il terrorismo dell’Isis.

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Scontro Nella foto, i lottatori Thomas Mango, statuniten­se (a destra), e Nazyr Mankiev, russo, si affrontano ai Giochi di Londra 2012 (Epa)

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