Gli ar­ri­vi

Corriere della Sera - - PRIMO PIANO - DAL NO­STRO COR­RI­SPON­DEN­TE (Getty Images) mge­re­vi­[email protected]­rie­re.it

Il 73% dei ri­chie­den­ti asi­lo in Eu­ro­pa tra ot­to­bre 2014 e ot­to­bre 2015 era­no uo­mi­ni. Nel 2012 era­no so­lo il 66%

Nel mon­do il tas­so di uo­mi­ni e don­ne tra i ri­fu­gia­ti si equi­va­le, ma in Eu­ro­pa ar­ri­va­no più uo­mi­ni per­ché le fa­mi­glie di ori­gi­ne spes­so ri­ten­go­no che sia me­no ri­schio­so per lo­ro (che per una don­na) ten­ta­re il viag­gio da so­li

«In­ve­sto­no» co­sì su ma­ri­ti e fi­gli e spe­ra­no che una vol­ta ot­te­nu­to asi­lo li pos­sa rag­giun­ge­re il re­sto del­la fa­mi­glia

Inol­tre nei Pae­si in guer­ra ci­vi­le (co­me la Si­ria) mol­ti gio­va­ni uo­mi­ni in età di le­va fug­go­no al­la co­scri­zio­ne ob­bli­ga­to­ria

Il 90% dei ri­chie­den­ti asi­lo in Ita­lia e il 68% di quel­li in Ger­ma­nia so­no uo­mi­ni. Se la Ger­ma­nia li ac­cet­tas­se tut­ti la po­po­la­zio­ne pas­se­reb­be da 106 uo­mi­ni ogni 100 don­ne a 107 ogni 100 tra i 14-16 an­ni e da 105 ogni 100 a 106 ogni 100 tra i 18 e i 34 an­ni

La mag­gio­ran­za di go­ver­no te­de­sca ha tro­va­to un ac­cor­do per ina­spri­re la po­li­ti­ca di asi­lo dei pro­fu­ghi, con l’obiet­ti­vo di li­mi­ta­re il nu­me­ro de­gli ar­ri­vi. Si trat­ta di mi­su­re mo­ti­va­te dall’emer­gen­za: do­po che l’an­no scor­so so­no en­tra­ti nel Pae­se 1,1 mi­lio­ni di ri­fu­gia­ti, Ber­li­no ten­ta di ren­de­re me­no at­traen­te il viag­gio ver­so la Ger­ma­nia. Ma si trat­ta di prov­ve­di­men­ti che ri­schia­no di com­pli­ca­re, nel me­dio pe­rio­do, l’in­te­gra­zio­ne di chi ha ri­ce­vu­to asi­lo.

In par­ti­co­la­re, una mi­su­ra, che è il ca­po­sal­do del pac­chet­to an­nun­cia­to, è de­li­ca­ta: per una se­rie di ri­fu­gia­ti, la pos­si­bi­li­tà di ri­con­giun­gi­men­to fa­mi­lia­re, cioè fa­re ar­ri­va­re pa­ren­ti, sa­rà so­spe­sa per due an­ni. Di cer­to è un di­sin­cen­ti­vo. Al­lo stes­so tem­po, pe­rò, la nuo­va po­li­ti­ca fa­rà au­men­ta­re la quo­ta di pro­fu­ghi ma­schi, già ele­va­tis­si­ma,

Sto­rie di im­mi­gra­ti che vo­glio­no il per­mes­so di sog­gior­no (o il rin­no­vo) do­po aver ra­pi­na­to, vio­len­ta­to, traf­fi­ca­to dro­ga, am­maz­za­to; di que­stu­re che glie­lo ne­ga­no e di av­vo­ca­ti che scen­do­no in cam­po. An­che gli ex­tra­co­mu­ni­ta­ri re­spin­ti dal­le que­stu­re han­no sco­per­to l’esi­sten­za del Tar. A mi­glia­ia. Im­pu­gna­re si può, è un di­rit­to, ba­sta fa­re ap­pel­lo al Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo re­gio­na­le. Tut­to ruo­ta in­tor­no ai con­cet­ti di «pe­ri­co­lo­si­tà so­cia­le» e «in­te­gra­zio­ne».

Mol­tis­si­mi ci pro­va­no, pe­rò, con una di­scre­ta fac­cia to­sta. E ad ogni ri­cor­so l’Av­vo­ca­tu­ra del­lo Sta­to de­ve as­si­ste­re il mi­ni­ste­ro de­gli In­ter­ni, di cui le que­stu­re so­no ema­na­zio­ne. Rem­bing Yang, per esem­pio, si è ri­vol­to al Tar del­la To­sca­na, con­tra­ria­to dal­la que­stu­ra di Pi­sto­ia che a giu­gno 2015 gli ha ne­ga­to il rin­no­vo del per­mes­so. Se lo me­ri­ta­va? Il ci­ne­se nel 2009 è sta­to con­dan­na­to a tre an­ni di car­ce­re per de­ten­zio­ne il­le­ga­le di ar­mi e dro­ga; ri­sul­ta se­gna­la­to per ten­ta­to omi­ci­dio e nel 2011 si è pre­so 6 an­ni e 8 me­si per pro­du­zio­ne, traf­fi­co e de­ten­zio­ne di dro­ga, as­so­cia­zio­ne a de­lin­que­re, usu­ra ed eser­ci­zio del gio­co d’az­zar­do, con la mi­su­ra dell’espul­sio­ne (poi re­vo­ca­ta per buo­na con­dot­ta) a pe­na espia­ta. Il Tar ha ap­pe­na sta­bi­li­to che il que­sto­re ave­va fat­to la co­sa giu­sta. A Bol­za­no uno stra­nie­ro (nel­le car­te il no­me è omis­sa­to) ha ri­te­nu­to in­spie­ga­bi­le la re­vo­ca del per­mes­so e, co­me è suo di­rit­to, ha man­da­to l’av­vo­ca­to a fa­re ri­cor­so. Gli at­ti del­la que­stu­ra di­co­no che «ha ri­por­ta­to di­ver­se con­dan­ne, tut­te de­fi­ni­ti­ve, per com­ples­si­va­men­te 56 (!) rea­ti» (il pun­to escla­ma­ti­vo è nell’ori­gi­na­le, ndr), mol­ti par­ti­co­lar­men­te gra­vi. In più una con­dan­na, non de­fi­ni­ti­va que­sta vol­ta, per «rea­ti com­mes­si in con­cor­so con i pro­pri fi­gli». Il tri­bu­na­le l’ha ri­man­da­to a ca­sa con­dan­nan­do­lo a tre­mi­la eu­ro di spe­se di giu­di­zio. Hen­ry Mon­te­ro ci spe­ra­va nel rin­no­vo del per­mes­so. Nien­te da fa­re, la «ri­gi­dis­si­ma La pro­ce­du­ra La po­li­zia te­de­sca ( so­pra) re­gi­stra i ri­chie­den­ti asi­lo che en­tra­no in Ger­ma­nia dall’Austria, a Pas­sau. Gli in­gres­si so­no tra i 500 e i mil­le al gior­no: a no­vem­bre era­no sei­mi­la que­stu­ra di To­ri­no, e an­che il Tar del Pie­mon­te che si è do­vu­to oc­cu­pa­re del ca­so, non han­no pre­so in con­si­de­ra­zio­ne il fat­to che Hen­ry ab­bia una re­te di 30 pa­ren­ti in Ita­lia, due fi­glie mi­no­ren­ni e la ma­dre. No, si so­no con­cen­tra­ti sul fa­vo­reg­gia­men­to dell’im­mi­gra­zio­ne clan­de­sti­na, sfrut­ta­men­to del­la pro­sti­tu­zio­ne e di mi­no­ri. E sul­la sto­ria di quel­la vio­len­za ses­sua­le «per­pe­tra­ta a bor­do di un au­to­bus e ai dan­ni di più don­ne, tra le qua­li an­che una mi­no­ren­ne». An­che gli im­mi­gra­ti omis­sis uo­mo e omis­sis don­na ci han­no pro­va­to: av­vo­ca­to, ri­cor­so (re­spin­to) e ora, for­se, ap­pel­lo al Con­si­glio di Sta­to. Che han­no fat­to i co­niu­gi omis­sis? «Han­no ab­brac­cia­to l’ideo­lo­gia Ji­ha­di­sta — scri­ve il mi­ni­ste­ro dell’In­ter­no nel prov­ve­di­men­to di espul­sio­ne — tes­sen­do re­la­zio­ni, in­dot­tri­nan­do e af­fer­man­do che gli at­ten­ta­ti di Pa­ri­gi del gen­na­io 2105 sa­reb­be­ro una ri­spo­sta al­le of­fe­se del Pro­fe­ta».

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