LA MI­STE­RIO­SA STO­RIA DEL SI­GNOR B. E DELL’AMI­CA S.

Corriere della Sera - - TEMPI LIBERI - Di An­to­nel­la Bac­ca­ro

«Ma la tua ami­ca S. è so­la?». La do­man­da di B., un bel si­gno­re di mez­za età, che co­no­sco da mez­za vi­ta, un sin­gle di ri­tor­no che pas­sa at­tra­ver­so sto­rie oc­ca­sio­na­li con fre­sche qua­ran­ten­ni, mi la­scia a boc­ca aper­ta. Fac­cio men­te lo­ca­le: so­no più di 15 an­ni che pen­so che la mia ami­ca sin­gle S. e il si­gnor B. sia­no fat­ti l’una per l’al­tro, da quan­do io e un’al­tra ami­ca li fa­cem­mo in­con­tra­re, cer­te che l’al­chi­mia sa­reb­be scat­ta­ta. Non fu co­sì, o al­me­no co­sì ci par­ve, vi­sta l’im­ba­raz­zan­te con­ver­sa­zio­ne che do­vem­mo più vol­te ria­ni­ma­re e con­si­de­ra­ti i sor­ri­set­ti e la ge­li­da stret­ta di ma­no che i due si por­se­ro al­la fi­ne dell’in­con­tro. « Non si so­no scam­bia­ti nem­me­no il nu­me­ro di te­le­fo­no: un fal­li­men­to » pen­sam­mo io e la mia com­pli­ce. Ma ci sba­glia­va­mo: la vi­ta ha in­trec­cia­to co­mun­que i de­sti­ni dei no­stri due che, nel tem­po, so­no di­ven­ta­ti buo­ni ami­ci, con tut­to il cor­re­do di in­con­tri e di con­fes­sio­ni re­ci­pro­che da cui noi al­tre sia­mo sta­te esclu­se.

Ora pe­rò la do­man­da di B. se­gna un pas­sag­gio ina­spet­ta­to: che si sia fi­nal­men­te ac­cor­to che una si­gno­ra ele­gan­te e intelligen­te co­me S. sta­reb­be mol­to me­glio al suo fian­co del­le si­gno­ri­ne ram­pan­ti ri­mor­chia­te al­le fe­ste? Qual­co­sa non mi tor­na: B. avreb­be la confidenza (e la sfac­cia­tag­gi­ne) per ac­qui­si­re al­la fon­te le no­ti­zie sul­lo sta­tus di S. Per­ciò mi ve­do co­stret­ta a chie­de­re spie­ga­zio­ni: «Non ho ca­pi­to: co­sa vuoi sa­pe­re?». Lui ca­pi­sce e ar­ros­si­sce di col­po: «No, scu­sa, in­som­ma... vo­le­vo sa­pe­re se S. ha ospi­ti a ca­sa in que­sto pe­rio­do... per­ché mi ser­vi­reb­be un pun­to di ap­pog­gio per qual­che tem­po. Ma for­se non è il ca­so, che di­ci?». E che di­co? Io non lo so. Non so se due sin­gle adul­ti, vac­ci­na­ti, ami­ci, pos­so­no av­via­re una con­vi­ven­za oc­ca­sio­na­le con la di­sin­vol­tu­ra con cui lo avreb­be­ro fat­to da ra­gaz­zi. Ad esem­pio io non me lo ve­do B. sbu­ca­re al mat­ti­no dal­la stan­za de­gli ospi­ti di S. men­tre i suoi an­zia­ni ge­ni­to­ri sor­seg­gia­no un caf­fè. E nem­me­no pos­so im­ma­gi­na­re B. rin­ca­sa­re not­te­tem­po sen­za sa­pe­re se per S. quel­la è di­ven­ta­ta una se­ra­ta «spen­sie­ra­ta» e dun­que off li­mi­ts. Pos­si­bi­le che la con­vi­ven­za tra due sin­gle adul­ti sia an­co­ra un ta­bù nel 2016?

Ma è an­co­ra un ta­bù la (pos­si­bi­le) con­vi­ven­za tra due sin­gle mol­to adul­ti?

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