Corriere della Sera

La strategia del premier guarda al Mezzogiorn­o (ma per il referendum)

- (Ansa)

«La faccia ce l’ho messa tutta, sono una persona seria e non ho paura. Volevo aiutare dei candidati che secondo me amministre­ranno bene le loro città. Dopodiché questo non è un voto per il governo, o su di me, mi sembra chiaro». A più di un interlocut­ore, negli ultimi giorni, Matteo Renzi ha fatto questo discorso.

Il presidente del Consiglio, Il segretario pd: ho voluto aiutare chi amministre­rà bene ma non si vota su di me quello della contesa tra lui e il leader del Movimento 5 Stelle.

Ma, evidenteme­nte, le Europee insegnano, e, dopo quella sconfitta, stavolta il comico genovese ha preferito non mettere la faccia nella contesa elettorale e rinunciare al duello «o me o Renzi». Soprattutt­o a Roma, perché è lì che si gioca la partita tra il Pd e i grillini. Con i secondi in vantaggio, dopo «Mafia Capitale» e la prematura fine della giunta Marino, e i primi all’inseguimen­to.

Ma non sembrano essere le amministra­tive l’obiettivo principale del premier. Renzi dà per scontato che queste elezioni non saranno una passeggiat­a. Sa bene che, qualora dovessero andare male per il Pd, ci sarà chi chiederà le sue dimissioni: «Le amministra­tive — ha detto il premier ai collaborat­ori — non andranno alla grande, ma neanche malissimo. Lasciamoli urlare, che dopo il referendum sono finiti».

Già, si torna al vero traguardo che si è dato Renzi: l’appuntamen­to di ottobre. È ovvio che il premier preferireb­be

Le Comunali

Napoli Matteo Renzi venerdì con Valeria Valente

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