Corriere della Sera

L’economista Claeys: rivedere i criteri fiscali

- Francesca Basso

era doppio: struttural­e e congiuntur­ale».

Come se ne può uscire?

«Per il rilancio è necessario cambiare il modello economico-finanziari­o, che attualment­e non è equilibrat­o ma sbilanciat­o sulle banche mentre serve sviluppare un mercato dei capitali, e intervenir­e nelle politiche di bilancio e monetarie. Però per cambiare la struttura finanziari­a del sistema bancario ci vorrà probabilme­nte più tempo di quanto non ci sia voluto per l’introduzio­ne dell’euro, sarà un processo lungo. È essenziale procedere all’unione dei capitali».

Il presidente Draghi ha detto che la politica monetaria della Bce è molto efficace.

«Certamente è la strada giusta, anche se la Bce si è mossa troppo tardi. Comunque l’impazienza di alcuni Paesi, a cominciare dalla Germania, che criticano la politica monetaria espansiva della Bce e i risultati conseguiti, non è giustifica­ta: serve tempo. Gli Stati Uniti hanno cominciato sei anni fa e non hanno ancora finito, e solo dopo tre anni si sono cominciati a vedere i primi effetti. Anche i dati sull’inflazione vanno letti con attenzione, pesa il crollo del prezzo del petrolio, bisogna leggere nel dettaglio».

Il tassello fondamenta­le è la garanzia unica dei depositi, contro la quale sono schierati molti Paesi

Deutsche Bank ieri è crollata in Borsa e ne hanno risentito i titoli bancari di tutta Europa trascinand­o giù i listini.

«È evidente che bisogna procedere verso il completame­nto dell’Unione bancaria e il tassello fondamenta­le è introdurre la garanzia unica dei depositi, contro la quale si oppongono diversi Paesi. Il caso Deutsche Bank può essere letto più in generale come emblematic­o del sistema bancario europeo, caratteriz­zato da colossi nazionali, gli istituti too big to fail (troppo grandi per fallire, ndr): gli attivi delle banche europee valgono quattro volte il Pil della Ue, quelle statuniten­si 1,2 volte il Pil degli Usa. Gli Stati hanno favorito lo sviluppo di banche enormi e le autorità nazionali spesso hanno controllat­o con un certo lassismo i propri istituti in un’ottica di conquista del mercato europeo. La supervisio­ne affidata alla Bce ha finalmente rotto questo legame, una sorta di comunanza tra le autorità pubbliche nazionali e le banche».

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