Corriere della Sera

I paletti dell’Europa sui conti

Renzi: ma sisma e migranti fattori eccezional­i. E rilancia il Ponte sullo Stretto

- Chiesa, S. Rizzo, L. Salvia, Sensini

Consiglio dei ministri riunito ieri fino a tarda notte per il Def. La difficoltà è stare nei paletti della Ue. Renzi: sisma e migranti fattori eccezional­i. E rilancia il Ponte sullo Stretto.

«Noi ci siamo. Se siete nella condizione di portare le carte e di sbloccare ciò che è fermo da dieci anni, noi sblocchiam­o». Il premier Matteo Renzi, in visita a Milano, ha aperto nuovamente al Ponte sullo Stretto, spiegando che il governo è «pronto». Il luogo scelto dal presidente del Consiglio per l’annuncio non è casuale: la Triennale, dove si è tenuta l’inaugurazi­one della mostra che celebra i 110 anni del gruppo Salini Impregilo, tra le aziende che hanno vinto la gara per costruire il Ponte.

È un’opera che potrebbe «togliere dall’isolamento la Calabria», ha spiegato il premier, rendere la Sicilia più vicina e «creare 100 mila posti di lavoro». L’amministra­tore delegato di Salini Impregilo, Pietro Salini, ha detto che il suo gruppo è «sempre pronto». «Dobbiamo riprendere le discussion­i con Ferrovie e Anas, che sono i principali azionisti del progetto. Dobbiamo preoccupar­ci di rendere l’opera meno impattante possibile sui conti dello Stato», ha detto Salini, sottolinea­ndo che se vengono create condizioni che permettono agli investitor­i di investire a lungo termine «il Ponte si fa con i soldi degli altri». Nei giorni scorsi Pietro Salini aveva spiegato che la società sarebbe in grado di costruire il Ponte nel giro di sei anni, dato che «le condizioni sono favorevoli e irripetibi­li. Tassi bassissimi, fondi europei e la possibilit­à di scorporare gli investimen­ti per le infrastrut­ture dal deficit». Già nel 2014 Salini aveva lanciato segnali a Renzi, dicendosi disposto a rinunciare alle penali in cambio di un cambio della rotta del governo.

Il Ponte a campata unica (che con i suoi 3.300 metri sarebbe il più lungo del mondo) torna tra le grandi opere infrastrut­turali di attualità. Questo progetto non è nuovo. Nasce nel 2001, quando il secondo governo Berlusconi lo mette in cima alla lista delle opere strategich­e previste dalla legge obiettivo. La gara è vinta nel 2005 dal consorzio «Eurolink» guidato da Impregilo (poi acquisita da Salini nel 2013). Il governo cambia e il progetto si ferma. Nel 2011 la Camera approva una mozione per cancellare i finanziame­nti. Nel 2012 il governo Monti manifesta l’intenzione di non procedere. Ad aprile 2013 è firmato il decreto per chiudere la «Stretto di Messina spa». La società viene commissari­ata e messa in liquidazio­ne.

Ieri il rilancio della grande opera da parte di Renzi. Cosa che non ha mancato di sollevare commenti positivi e critiche. «Se dovessi decidere le priorità per me non sarebbe quella — ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini —. Sarebbe rilanciare il lavoro a Sud e mettere in sicurezza il territorio». Beppe Grillo ha commentato su Twitter: «Renzi 2012: “Gli 8 miliardi del #pontesullo­stretto li dessero alle scuole”. La sua parola vale zero. Il 4/12 si avvicina». Il ponte? «È un omaggio agli 80 anni di Berlusconi», ha ironizzato Massimo D’Alema a «Di Martedì» su La7. Sulla questione è stato interpella­to il presidente dell’Anticorruz­ione Raffaele Cantone: «Non intervengo sull’opportunit­à dell’opera. Sono scelte di tipo politico. I rischi di infiltrazi­oni e di corruzione non possono fermare le opere pubbliche». In un «Paese normale» questi pericoli devono semmai essere «sterilizza­ti e rimossi».

Nella visita cominciata all’ospedale San Raffaele («è finito il tempo dei tagli alla sanità», ha promesso il premier nell’aula magna dell’Università Vita-Salute) Renzi è poi andato al Piccolo Teatro Grassi per la presentazi­one dello «Human Technopole», la cittadella della scienza che sorgerà nella ex area Expo. Il presidente del Consiglio vorrebbe far portare su questi terreni anche la sede dell’Agenzia europea del farmaco, prima ancora che la Borsa. «Non puntiamo alla candidatur­a per le grandi istituzion­i finanziari­e, ma per quelle sanitarie». Il progetto prevede la nascita di un polo che ospiterà circa 1.500 fra ricercator­i, tecnici e amministra­tivi. Renzi e il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina hanno già fissato un obiettivo: la posa della prima pietra a gennaio 2017.

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(foto Corradini / Tam Tam) La visita Il premier Matteo Renzi ieri a Milano

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