Corriere della Sera

La bilancia, ossessione italiana

L’attenzione al peso unisce uomini e donne: una persona su cinque si controlla ogni giorno E in media lo facciamo 111 volte all’anno

- @AlessioRib Alessio Ribaudo

Un tempo gli italiani erano considerat­i un popolo di santi, poeti, navigatori. Oggi anche di ossessiona­ti dalla bilancia. Mediamente monitoriam­o il nostro peso 111 volte l’anno, senza grosse differenze di genere: le donne lo fanno per 115 giorni e gli uomini per 108. E un italiano su cinque si pesa tutti i giorni. Dati che ci pongono in vetta alla classifica europea. Davanti a Olanda, Spagna e Francia. Se si pratica fitness una volta a settimana si tende a salire sulla bilancia 80 volte all’anno, ma la media si impenna sino a 218 per gli ipersporti­vi.

Non sono gli unici numeri che saltano all’occhio. Complessiv­amente, il 77 per cento di chi si preoccupa di monitorare spesso il proprio peso rivede poi lo stile di vita, segue una dieta e fa sport. Il motivo? Il 34 per cento del campione della ricerca — condotta da Tom Tom —, composto da persone fra 18 a 65 anni, sfida la bilancia perché vuole mantenere il proprio stato di buona salute; il 30 per cento perché vuole migliorare la forma, mentre il 16 per cento vorrebbe perdere peso. Però, una

persona su cinque sottolinea che non ottiene buoni risultati dalla costante attività fisica. Eppure la quasi totalità degli intervista­ti ammette di lottare duramente per raggiunger­e i propri obiettivi anche se non capisce, o non conosce, quali siano i parametri chiave per misurare lo stato di salute o la forma.

«Controllar­e troppo spesso il peso non solo è inutile ma persino dannoso — spiega Nicola Sorrentino, dietologo e professore a contratto in diversi atenei — perché le variazioni sono di pochi etti ma possono creare effetti psicologic­i nocivi nel rapporto con la bilancia. Io consiglio di farlo al massimo una volta a settimana e alla stessa ora». E ancora: «Perdere solo peso non garantisce di veder diminuire la pancetta accumulata. Per chi vuole dimagrire è più utile misurare il girovita: se un uomo supera i 102 centimetri o una donna gli 88 deve iniziare a preoccupar­si».

Il dossier evidenzia anche che l’85% sa cos’è l’indice di massa corporea e un buon 50% pensa che sia il giusto parametro per valutare il proprio stato di salute e l’attività fisica: «Per me sono diavolerie — afferma lo scrittore Sandrone Dazieri — tanto che quando lavoro a un romanzo dimentico di avere persino una bilancia in casa. Così, malgrado sia vegetarian­o, mi ritrovo con 4-5 chili in più. Finito di scrivere mi rimetto in forma e riprendo il mio rapporto con la bilancia. Senza ansie ma in amicizia».

Vive un rapporto simbiotico con gli strumenti di misurazion­e del peso, invece, il conduttore radiofonic­o Linus. «Intorno ai 40 anni — spiega la voce storica di Radio Deejay, oggi 58enne — ho notato un leggero aumento di peso e, da allora, sono diventato uno sportivo assiduo. Mi preparo meticolosa­mente e tutti i giorni, dopo la doccia, salgo sulla bilancia per abitudine e senza particolar­i ansie. Uso anche strumenti per monitorare gli allenament­i». Non è il solo. Il 35% degli italiani dice di averne utilizzato uno ma poi l’hanno riposto in un cassetto dopo 5 mesi.

Uno sportivo molto attivo è l’imprendito­re Matteo Marzotto. «Mi alleno per circa 500 ore l’anno, specialmen­te in bici, e curo l’alimentazi­one — dice Marzotto, fresco 50enne —. Ma ho un rapporto corretto con la bilancia perché, tra l’altro, se voglio capire se sono ingrassato uso il plicometro e l’App che ho lanciato».

La ricerca, che sarà diffusa in occasione del lancio di TomTom Touch, fa sorridere lo storico dell’arte Philippe Daverio. «Il numero così elevato di volte che gli italiani si sottopongo­no

alla pesatura — spiega — dimostra quanto siano ancora vittime della Controrifo­rma, perché amano punirsi e premiarsi. Io, per fortuna, oggi metto molto meno il piede sulla bilancia perché dopo aver superato una malattia ho perso venti chili. Mangio meno, ma di tutto. E senza rimpianti».

Sull’importanza del mix tra sport e alimentazi­one insiste il cuoco delle star Filippo La Mantia. «Mi tengo in forma — dice — perché per me che cucino per gli altri è un dovere, mangio in modo sano e mi peso ogni tre giorni. In ferie d’estate ho paura di ingrassare perché mi rilasso e divento ansioso. Inizio a pesarmi di più per paura di non essere in forma davanti ai clienti».

Dopo una vita da calciatore attento, oggi, Nicola Berti, 49 anni, dribbla le ansie. «Ora vivo lo sport con distacco mi tengo sempre nel limite del mio peso forma». Con buona pace degli italiani ossessiona­ti dalle oscillazio­ni della bilancia.

Il dietologo Sorrentino: monitorars­i di continuo è inutile e crea un pericoloso rapporto con il corpo Diavolerie, me ne scordo per mesi Sandrone Dazieri È tipico degli italiani punirsi e premiarsi Philippe Daverio Salgo sulla bilancia ogni giorno, senza ansie Linus La classifica Ue Per frequenza siamo i primi in Europa davanti a Olanda, Spagna e Francia

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