Corriere della Sera

Deutsche Bank, le polizze anti default ai massimi storici

- Di Fausta Chiesa

Deutsche Bank non ha bisogno di alcun aiuto dal governo tedesco per gestire il maxiconten­zioso da 14 miliardi di dollari per i prodotti legati ai mutui subprime in corso di negoziazio­ne con gli Stati Uniti. Un portavoce del colosso bancario tedesco ha spiegato che nessuno ha chiesto aiuto al governo tedesco, né un sostegno di Berlino sarebbe necessario. «Non ci sono attualment­e ipotesi di aumenti di capitale. Soddisfacc­iamo tutti i requisiti normativi».

Il mercato non la pensa così. I credit-default swap (cds), cioè i contratti di assicurazi­one dal rischio default, sono volati di 25 centesimi a 524 centesimi, raggiungen­do il massimo storico, per quando riguarda il debito subordinat­o della banca. Massimo storico per i Cds, minimo storico per il titolo in Borsa. Dopo il tonfo di lunedì (-7,5%), ieri il titolo a Francofort­e non si è mosso. In un anno, la banca ha perso il 60% del suo valore, da 27 a poco più di 10,5 euro ad azione, mentre dal 2007 ha ceduto il 90 per cento. Per la vicenda della «più grande fonte di rischio sistemico nel mondo», come il Fondo monetario internazio­nale a giugno (quando la multa da 14 miliardi non era ancora stata annunciata) ha definito la crisi di Deutsche Bank, non si vedono soluzioni all’orizzonte. Il Cancellier­e tedesco Angela Merkel — che l’anno prossimo affronterà le elezioni politiche — dice di sperare che i problemi «temporanei» di Deutsche Bank possano essere risolti. Nessun riferiment­o alla possibilit­à di un intervento di bail-out, dunque di un salvataggi­o statale.

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