«Mat­teo e il Prof non si so­no mai na­sco­sti le dif­fe­ren­ze»

Corriere della Sera - - POLITICA - M. Gu.

San­dra Zam­pa ri­spon­de al cel­lu­la­re da Bo­lo­gna, men­tre pren­de un caf­fè con Ro­ma­no Pro­di: «Può ri­chia­ma­re? So­no col prof...». Ha fat­to pa­ce con Ren­zi? «Non ave­va­no bi­so­gno di pa­ci­fi­car­si. Tra lo­ro in fon­do c’è sem­pre sta­to un rap­por­to sin­ce­ro, in cui non si so­no na­sco­sti pun­ti di vi­sta an­che mol­to di­ver­si. Mi ha fat­to pia­ce­re che si sia­no pre­si del tem­po per co­no­scer­si me­glio». Si aspet­ta­va di più? «È sta­to un in­con­tro im­por­tan­te. Ha da­to il se­gna­le di una di­spo­ni­bi­li­tà ad ascol­ta­re e pro­muo­ve­re, a met­te­re ma­no al­la ri­co­stru­zio­ne di un cam­po di for­ze e an­che di un pro­get­to».

Pro­di è il «vi­na­vil» del cen­tro­si­ni­stra?

«Si è mes­so a di­spo­si­zio­ne per fa­re da col­lan­te. Il suo Pia­no in­cli­na­to è un con­tri­bu­to im­por­tan­te in ter­mi­ni di idee». Una boz­za di pro­gram­ma? «Sì. An­che se il pre­mier non sa­rà lui, gli pia­ce­reb­be che l’esi­to del suo con­ti­nuo viag­gia­re e co­no­sce­re fos­se la base del la­vo­ro co­mu­ne».

Chi è San­dra Zam­pa, 61 anni, de­pu­ta­ta e ex vi­ce­pre­si­den­te del Pd

Co­me lo ve­de un li­sto­ne da Pi­sa­pia a Ca­len­da?

«Non si può par­ti­re dai li­sto­ni, dob­bia­mo par­ti­re da noi e da co­sa vo­glia­mo da­re all’Ita­lia». Una coa­li­zio­ne? «Pri­ma del­le for­mu­le, la gen­te vuo­le sa­pe­re qual è il pun­to di ar­ri­vo per il Pae­se. Co­me di­ce­va Pa­ri­si nel­la sua dot­tri­na pu­ra, una vol­ta de­fi­ni­to l’og­get­to si può pen­sa­re al sog­get­to. C’era una gran­dez­za nel pro­get­to uli­vi­sta».

Se Ren­zi la sen­te par­la­re di dot­tri­na pu­ra dell’Uli­vo gli ven­go­no le bol­le.

«Io spe­ro che l’in­con­tro con Pro­di gli sia ser­vi­to a ri­ve­de­re il suo pun­to di vi­sta. Se ascol­te­rà quel che la gen­te ha da di­re ca­pi­rà che que­ste co­se si pos­so­no fa­re so­lo in­sie­me».

Non è stra­bi­co guar­da­re a Pi­sa­pia e Ber­lu­sco­ni?

«Ap­pun­to. La vio­len­za del­lo scon­tro sul­la cit­ta­di­nan­za ci de­ve ser­vi­re da le­zio­ne, cer­te co­se si fanno con il cen­tro­si­ni­stra». Pi­sa­pia o Ren­zi? «La lea­der­ship va con­qui­sta­ta co­me le pri­ma­rie, ma non è an­co­ra tem­po di di­scu­te­re di no­mi. Pi­sa­pia de­ve fa­re il suo la­vo­ro nel suo cam­po, sa­pen­do che nel Pd c’è chi pen­sa che la­vo­ra­re in­sie­me sia la ri­cet­ta giu­sta. Cia­scu­no gio­chi la sua par­ti­ta, poi co­strui­re­mo il pro­get­to».

Pro­di sa­rà a piaz­za San­ti Apo­sto­li con Pi­sa­pia?

«Il pre­si­den­te il 1° lu­glio ha un al­tro im­pe­gno e di que­sto ha già par­la­to con Pi­sa­pia».

Si tor­ne­rà mai a un cen­tro­si­ni­stra uni­to?

«È il mio so­gno. Que­sti vent’anni ci han­no la­scia­to una enor­me ere­di­tà e una le­zio­ne. Quan­do ab­bia­mo di­vi­so il cam­po con odi e ve­ti, ci sia­mo fat­ti mol­to ma­le».

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