Per­che si è sca­te­na­to un ro­go co­sì e co­sa fa­re

Corriere della Sera - - PRIMO PIANO - Leo­nard Ber­be­ri lber­be­ri@cor­rie­re.it

Qua­li so­no sta­te le cau­se dell’in­cen­dio in Por­to­gal­lo? Un mix di scarsa umi­di­tà, ven­to che cam­bia di­re­zio­ne e un bo­sco di al­to fu­sto (con spe­cie in­fiam­ma­bi­li co­me pi­ni, aca­cie, eu­ca­lip­ti) ha co­sti­tui­to gli in­gre­dien­ti adat­ti per gli in­cen­di. Il tut­to cau­sa­to da un ful­mi­ne e dal cal­do: gli ul­ti­mi gior­ni la tem­pe­ra­tu­ra me­dia è sta­ta di 14°C più ele­va­ta del­la me­dia sto­ri­ca di ri­fe­ri­men­to (cioè dal 1981 al 2010).

Per­ché ci so­no sta­te co­sì tan­te vit­ti­me? Per­ché la mag­gior par­te, da quel che è emer­so, ha ten­ta­to di fug­gi­re in au­to, co­sa che noi scon­si­glia­mo dal mo­men­to che i veicoli in que­sti ca­si si tra­sfor­ma­no in trap­po­le mor­ta­li, co­me spie­ga An­ge­lo Por­cu, vi­ce­di­ret­to­re cen­tra­le emer­gen­za dei Vi­gi­li del fuo­co. In un’area con tan­to sot­to­bo­sco l’in­cen­dio pro­ce­de più ve­lo­ce­men­te.

Co­sa fa­re al­lo­ra in que­sti ca­si? Se si è nel­le vi­ci­nan­ze di un fab­bri­ca­to di mat­to­ni bi­so­gna bar­ri­car­si den­tro e chiu­de­re le fi­ne­stre, sug­ge­ri­sce Por­cu. Se­con­do l’in­ge­gne­re se si cer­ca di scap­pa­re, ma­ga­ri in una fo­re­sta, non sol­tan­to non si sa do­ve an­da­re, ma nem­me­no do­ve si sta di­ri­gen­do l’in­cen­dio. Se, in­ve­ce, do­ves­si­mo es­se­re in una spiag­gia e le fiam­me do­ves­se­ro in­te­res­sa­re una pi­ne­ta al­lo­ra me­glio sta­re lì: la sab­bia co­sti­tui­sce una buo­na di­fe­sa.

Che ac­cor­gi­men­ti usa­re pri­ma di tra­scor­re­re un gior­no nel bo­sco? Bi­so­gna con­sul­ta­re i bol­let­ti­ni di pre­vi­sio­ne e va­lu­ta­zio­ne del pe­ri­co­lo de­gli in­cen­di, sug­ge­ri­sce l’in­ge­gner Por­cu. Il se­con­do aspet­to è co­no­sce­re be­ne il ter­ri­to­rio (stra­de e sen­tie­ri com­pre­si) e ipo­tiz­za­re una even­tua­le via di fu­ga. Ep­poi mai ab­ban­do­na­re l’au­to in stra­da: ostrui­sce la via di fu­ga e bloc­ca i soc­cor­si.

Che ti­po di esta­te si pre­ve­de in Ita­lia? Se­con­do Por­cu sta ini­zian­do una sta­gio­ne cal­da, po­co umi­da e con pre­ci­pi­ta­zio­ni as­sen­ti: so­no le con­di­zio­ni idea­li per gli in­cen­di. Per que­sto si sug­ge­ri­sce di fa­re sem­pre mol­ta at­ten­zio­ne e in­for­mar­si pri­ma di or­ga­niz­za­re un’escur­sio­ne.

Com’è mes­so il no­stro Pae­se sul fron­te de­gli in­cen­di? Il ca­po del­la Pro­te­zio­ne ci­vi­le, Fa­bri­zio Cur­cio, ha ri­chia­ma­to l’at­ten­zio­ne sul­le at­ti­vi­tà di pre­ven­zio­ne e pia­ni­fi­ca­zio­ne, in­vi­tan­do le Re­gio­ni che non lo han­no an­co­ra fat­to di do­tar­si di una pro­pria flot­ta. Si­ci­lia, Ba­si­li­ca­ta, Mo­li­se, Abruz­zo, Mar­che e Um­bria han­no di­chia­ra­to di non ave­re di­spo­ni­bi­le al­cun mez­zo ae­reo per in­ter­ve­ni­re su even­tua­li in­cen­di bo­schi­vi.

Quan­ti so­no i mez­zi di in­ter­ven­to e co­sa suc­ce­de in ca­so di in­cen­dio? Per que­sta esta­te la flot­ta ae­rea — se­con­do la Pro­te­zio­ne ci­vi­le — è co­sti­tui­ta da 16 Ca­na­dair e 20 eli­cot­te­ri. Nel pe­rio­do di mas­si­ma at­ten­zio­ne sa­ran­no di­slo­ca­ti su 14 ba­si. Quan­do scop­pia un in­cen­dio le pri­me a in­ter­ve­ni­re so­no le squa­dre di ter­ra coor­di­na­te dal­le Re­gio­ni. Se il fuo­co è trop­po este­so chi di­ri­ge le ope­ra­zio­ni può chie­de­re l’in­ter­ven­to dei mez­zi ae­rei in do­ta­zio­ne al­la Re­gio­ne (so­prat­tut­to eli­cot­te­ri). Se non do­ves­se ba­sta­re a quel pun­to la Re­gio­ne ri­chie­de al Cen­tro ope­ra­ti­vo ae­reo uni­fi­ca­to del­la Pro­te­zio­ne ci­vi­le l’in­ter­ven­to del­la flot­ta di Sta­to.

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