Ca­val­lo muo­re du­ran­te la ga­ra

Corriere della Sera - - CRONACHE -

Pe­ter Sin­ger, 70 an­ni, è con­si­de­ra­to uno dei fi­lo­so­fi vi­ven­ti più in­fluen­ti e con­tro­ver­si al mon­do. Nel 1975 il suo sag­gio Li­be­ra­zio­ne ani­ma­le se­gnò un pun­to di non ri­tor­no per il di­bat­ti­to sui di­rit­ti dei «non uma­ni» dif­fon­den­do un ter­mi­ne che — a 42 an­ni di di­stan­za — fa an­co­ra di­scu­te­re: «spe­ci­smo». Se­con­do Sin­ger — in estre­ma sin­te­si — l’uo­mo ten­de a con­si­de­ra­re il va­lo­re del­la sua spe­cie «su­pe­rio­re» a quel­lo del­le al­tre, ma — sem­pre se­con­do il fi­lo­so­fo au­stra­lia­no — que­sto si ba­sa su un pre­giu­di­zio cul­tu­ra­le su­pe­ra­bi­le.

Iván Fan­diño è il se­con­do to­re­ro a mo­ri­re ne­gli ul­ti­mi 12 me­si. Pen­sa che la cor­ri­da ab­bia an­co­ra un sen­so nel 2017?

Un ca­val­lo del­la Quin­ta­na di Fo­li­gno è mor­to ie­ri mat­ti­na do­po una ca­du­ta av­ve­nu­ta du­ran­te la gio­stra di sa­ba­to se­ra. Wind of Pas­sion, del rio­ne Giot­ti, si era in­for­tu­na­to nel cor­so del­la se­con­da tornata del­la «Sfi­da» di giu­gno del tor­neo sto­ri­co, poi vin­ta dal rio­ne Mor­lu­po con Lo­ren­zo Pa­ci in sel­la a La­nu­nio. «No, non ha al­cun sen­so. Ma que­sto a pre­scin­de­re dal­la mor­te del ma­ta­dor».

Ci spie­ghi me­glio.

«Ri­ten­go che in ge­ne­ra­le non ab­bia­no mai sen­so gli spet­ta­co­li in cui gli uma­ni tor­men­ta­no e tor­tu­ra­no un ani­ma­le. In­di­pen­den­te­men­te da co­me va­da­no a fi­ni­re».

La cor­ri­da ha, an­co­ra per mol­te per­so­ne, una for­te va­len­za cul­tu­ra­le che me­ri­ta di es­se­re pre­ser­va­ta. Pen­sa che co­mun­que si trat­ti di una tra­di­zio­ne che do­vreb­be fi­ni­re?

«As­so­lu­ta­men­te sì. È giun­to il mo­men­to di met­te­re la pa­ro­la fi­ne non so­lo al­la cor­ri­da ma a ogni ti­po di ma­ni­fe­sta­zio­ne cul­tu­ra­le che com­por­ti cru­del­tà di qual­sia­si ti­po ver­so gli ani­ma­li. Esat­ta­men­te co­me è «È an­co­ra mol­to ne­ga­ti­va. La mag­gior par­te de­gli uma­ni so­no spe­ci­sti, il che si­gni­fi­ca che non si in­te­res­sa­no al­le sof­fe­ren­ze de­gli es­se­ri vi­ven­ti che non fan­no par­te del­la lo­ro spe­cie, an­che quan­do quel­le sof­fe­ren­ze so­no mol­to si­mi­li a quel­le uma­ne, se non mag­gio­ri. E que­sto è sba­glia­to. Co­sì co­me lo so­no il raz­zi­smo o il

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