«I pi­ro­ma­ni? Io so­spet­to di più un bar­be­cue»

Corriere della Sera - - PRIMO PIANO - Marco Ga­spe­ret­ti mga­spe­ret­ti@cor­rie­re.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

Nep­pu­re Ca­pal­bio è sta­ta ri­spar­mia­ta dal fuo­co. C’è da pre­oc­cu­par­si Vit­to­rio Emi­lia­ni?

«La pre­ven­zio­ne an­tin­cen­dio fi­no ad og­gi ha fun­zio­na­to. Ho vi­sto pu­li­re il sot­to­bo­sco più vol­te e con at­ten­zio­ne a Ca­pal­bio, la Fo­re­sta­le ha ope­ra­to con gran­de at­ten­zio­ne e pe­ri­zia, gli ope­ra­to­ri tu­ri­sti­ci so­no at­ten­ti al ter­ri­to­rio che in Ma­rem­ma è una ri­sor­sa, i ca­pal­bie­si ama­no la lo­ro ter­ra e la ri­spet­ta­no. Sem­mai te­mo un de­po­ten­zia­men­to dei ser­vi­zi di pre­ven­zio­ne», ri­spon­de Emi­lia­ni, gior­na­li­sta, già pre­si­den­te del­la Rai, am­bien­ta­li­sta e ca­pal­bie­se da an­ni, au­to­re di «Lo sfa­scio del Bel­pae­se», un sag­gio nel qua­le si af­fron­ta­no pro­prio te­mi le­ga­ti all’am­bien­te.

Se­gna­li ne­ga­ti­vi sul fron­te an­tin­cen­di?

«Cre­do sia sta­to un er­ro­re far con­flui­re il Cor­po fo­re­sta­le nei ca­ra­bi­nie­ri. Non per l’Ar­ma che sti­mo e ha un ruo­lo in­so­sti­tui­bi­le sul ter­ri­to­rio, ma per­ché la Fo­re­sta­le ave­va com­pi­ti spe­ci­fi­ci e ave­re squa­dre de­di­ca­te an­che al­la pre­ven­zio­ne de­gli in­cen­di è im­por­tan­tis­si­mo in un pe­rio­do par­ti­co­la­re di cam­bia­men­to cli­ma­ti­co. Ab­bia­mo avu­to un giu­gno cal­dis­si­mo e pro­ba­bil­men­te non sa­rà il so­lo. La Ma­rem­ma è poi un luo­go di straor­di­na­ria bel­lez­za am­bien­ta­le ma mol­to sic­ci­to­so. Ser­ve mol­ta sor­ve­glian­za».

Ma non cre­de che die­tro il ro­go a Ca­pal­bio ci sia qual­co­sa di più oscu­ro e in­quie­tan­te?

«Non cre­do che la Ma­rem­ma pos­sa es­se­re pa­ra­go­na­ta a ciò che è ac­ca­du­to nell’area del Ve­su­vio. E non ve­do ana­lo­gie con gli at­ten­ta­ti dei pi­ro­ma­ni ma­fio­si del­la Ca­la­bria e del­la Si­ci­lia».

Ma all’Ar­gen­ta­rio, al­tro luo­go di vip a po­chi chi­lo­me­tri da Ca­pal­bio, si ri­cor­da­no an­co­ra i de­va­stan­ti in­cen­di de­gli an­ni 80 do­ve pro­ba­bil­men­te c’era la ma­no de­gli spe­cu­la­to­ri. Può es­se­re an­che il ca­so di Ca­pal­bio?

«Da al­lo­ra la Re­gio­ne To­sca­na ha la­vo­ra­to mol­to e con buo­ni ri­sul­ta­ti va­ran­do leg­gi ad hoc e ap­pro­van­do pia­ni del pae­sag­gio. Og­gi gli spe­cu­la­to­ri edi­li­zi san­no che se il fuo­co di­strug­ge il bo­sco lì non ci si po­trà più co­strui­re. Ri­ten­go im­pro­ba­bi­li even­tua­li ven­det­te di al­le­va­to­ri an­che se a prio­ri nul­la può es­se­re esclu­so. I pi­ro­ma­ni esi­sto­no ma io pen­so più a qual­che bar­be­cue di trop­po o qual­che cic­ca get­ta­ta nel bo­sco».

Co­se che mag­gio­ri con­trol­li avreb­be­ro po­tu­to evi­ta­re?

«Cer­ta­men­te. E per que­sto, lo ri­pe­to, avrei vo­lu­to che la Fo­re­sta­le fos­se ri­ma­sta au­to­no­ma e sem­mai po­ten­zia­ta».

Ser­ve mol­ta sor­ve­glian­za, in Ma­rem­ma la sic­ci­tà è co­mu­ne, ci aspet­ta­no me­si dif­fi­ci­li

Vit­to­rio Emi­lia­ni

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