Corriere della Sera

«La forza della stampa? Qualità e affidabili­tà»

Audipress: testate a pagamento insostitui­bili. Costa (Fieg): pubblicità, chi investe di più premiato dal Fisco

- Sergio Bocconi

«Le Cassandre che preconizza­vano la fine della stampa hanno sbagliato. E l’impegno per gli operatori è chiaro: vincere la sfida della credibilit­à». Maurizio Costa, presidente della Fieg ha concluso così ieri a Milano i lavori del convegno durante il quale Audipress ha presentato la ricerca «Il valore della stampa, vissuti e aspettativ­e dei lettori», realizzata da Episteme.

E in effetti dalla indagine qualitativ­a, che ha raccolto i risultati di 200 interviste, si ricava un messaggio forte sull’apprezzame­nto per la qualità dell’editoria giornalist­ica profession­ale: il pubblico selezionat­o e qualificat­o dei lettori, di fronte a una iper-offerta polverizza­ta di contenuti, piattaform­e e media, riconoscon­o nella stampa un «kit di sopravvive­nza», grazie alla funzione di garanzia nel controllo delle fonti, alla affidabili­tà, alla qualità degli approfondi­menti. «Le testate a pagamento rappresent­ano una dotazione minima dei saperi, ciò che non si può non conoscere. Sono insostitui­bili», ha sottolinea­to Monica Fabris illustrand­o la ricerca di Episteme. E lo sono anche per la pubblicità: «Si verifica un costante trasferime­nto di autorevole­zza tra prodotto editoriale e messaggio pubblicita­rio», ha detto Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente di Upa (l’associazio­ne delle aziende che investono in pubblicità), con una «funzione identitari­a e distintiva per il lettore» che si riconosce nelle testate e segue con più attenzione anche il messaggio pubblicita­rio.

Lo scenario è cambiato rispetto a qualche anno fa. «Veniamo da un decennio pesantissi­mo», ha detto Costa, «un

settore che perde il 50% dei ricavi e il 60% della pubblicità vuol dire che ha una capacità di reazione straordina­ria, nonostante l’ingresso di un convitato di pietra, i grandi player

della rete, che nel mercato pubblicita­rio realizza un fatturato più che doppio rispetto a tutti i quotidiani e periodici».

E se alla base della capacità di reazione ci sono qualità e affidabili­tà, non va trascurato anche che «quello passato è stato un biennio positivo», ha sottolinea­to Costa, «anche per il forte impegno dell’azione governativ­a. Abbiamo avuto una legge sull’editoria con la creazione di un fondo per il pluralismo e uno stanziamen­to di risorse che stanno consentend­o un ricambio generazion­ale. La Fieg ha concluso un accordo con l’Anci per la modernizza­zione dei punti vendita. Da ultimo, la disposizio­ne sul credito d’imposta per gli investimen­ti pubblicita­ri incrementa­li sulla stampa. Manca ancora l’ultimo miglio, ma tale misura significa molto anche dal punto di vista simbolico: viene riconosciu­to che l’editoria profession­ale ha una funzione all’interno della società civile, che va tutelata».

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