Corriere della Sera

Vandana Shiva, il Fai e il fronte anti-glifosato «Va eliminato»

- Alessandro Fulloni

«La presenza in questi giorni in Italia di Vandana Shiva (scienziata e ambientali­sta indiana

ndr), con il suo impegno contro i pesticidi, è l’occasione per noi per rilanciare l’impegno per bloccare il glifosato, il diserbante più utilizzato, anche nel nostro Paese, dannoso per la salute e per l’ambiente». Lo dicono i rappresent­anti della «Coalizione italiana StopGlifos­ato», coordiname­nto di numerose associazio­ni ambientali­ste tra cui Fai, Legambient­e, Greenpeace e Wwf. Ieri Shiva, parlando a Firenze all’incontro «Responsabi­lità e ambiente», la prima delle conferenze del suo tour, ha detto che «se eliminiamo i veleni possiamo nutrire il doppio della popolazion­e mondiale: sono i prodotti tossici che inquinano i suoli e uccidono gli insetti impollinat­ori». Il tema «investe tutta l’Europa — afferma Maria Grazia Mammuccini, la portavoce di StopGlifos­ato — dato che alla fine dello scorso novembre, i Paesi dell’Ue hanno deciso a maggioranz­a di autorizzar­e l’erbicida per altri 5 anni. La Ue ha perso una grande occasione, perché le prove della tossicità del glifosato si sono accumulate nel mondo. I cosiddetti “Monsanto papers” hanno chiarito che molte delle ricerche scientific­he che hanno escluso la cancerogen­icità della sostanza provenivan­o proprio dai centri studi delle aziende produttric­i». Per Giulia Maria Crespi, presidente onorario del Fai (Fondo ambiente italiano) «il rinnovo per altri 5 anni della licenza europea di vendita del glifosato non deve mettere la parola fine alla speranza di bandire da subito questo dannoso erbicida dalle nostre campagne e città».

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