DON­NE A CA­PO DEI PAR­TI­TI L’EC­CE­ZIO­NE TE­DE­SCA È LA SUA NOR­MA­LI­TÀ

Corriere della Sera - - Cronache - di Ele­na Te­ba­no

An­ge­la Mer­kel, can­cel­lie­ra. An­ne­gret Kramp-kar­ren­bauer, lea­der del prin­ci­pa­le par­ti­to te­de­sco, la Cdu. An­drea Na­hles, lea­der del se­con­do par­ti­to di go­ver­no, la Spd. An­na­le­na Baer­bock, co­lea­der del prin­ci­pa­le (stan­do ai son­dag­gi) par­ti­to di op­po­si­zio­ne, i Ver­di. E in­fi­ne Ka­t­ja Kip­ping, co-lea­der del­la Lin­ke. Sta in que­sto sem­pli­ce elen­co un pez­zo im­por­tan­te dell’ec­ce­zio­ne te­de­sca e dell’ere­di­tà di An­ge­la Mer­kel, do­po 13 an­ni al­la gui­da dei cri­stia­no de­mo­cra­ti­ci e 13 del go­ver­no. Un’ere­di­tà tra­smes­sa sot­to­vo­ce, con l’esem­pio più che con le pa­ro­le, per­ché Mer­kel non ha mai det­to di fa­re po­li­ti­ca «per le don­ne» e tan­to me­no si è det­ta fem­mi­ni­sta. A dif­fe­ren­za di Hil­la­ry Clin­ton, che nell’ac­cet­ta­re la can­di­da­tu­ra al­le pre­si­den­zia­le pro­vò a gio­ca­re, an­che per in­te­res­se, la car­ta di ge­ne­re, sen­za riu­sci­re dav­ve­ro a fa­re la dif­fe­ren­za. Pe­rò la can­cel­lie­ra ha por­ta­to in po­li­ti­ca uno sti­le di­ver­so, in cui en­tra an­che il suo es­se­re don­na. La nuo­va pre­si­den­te Kramp-kar­ren­bauer non è sta­ta elet­ta con le quo­te (che han­no Ver­di e Lin­ke con la dop­pia pre­si­den­za), ma dai de­le­ga­ti del par­ti­to — uo­mi­ni per due ter­zi — per la sua li­nea po­li­ti­ca. Sta nel­la nor­ma­li­tà di que­sta suc­ces­sio­ne, una don­na do­po la pri­ma don­na, la mi­su­ra del cam­bia­men­to. E non è un ca­so che i par­ti­ti gui­da­ti da uo­mi­ni sia­no i più con­ser­va­to­ri, in pri­mis la AFD con due co-por­ta­vo­ce ma­schi, che rap­pre­sen­ta an­che la rea­zio­ne di una par­te del­la po­po­la­zio­ne al­la nuo­va pa­ri­tà. Non è un ca­so nep­pu­re che l’uni­co al­tro Pae­se eu­ro­peo in una si­tua­zio­ne si­mi­le sia il Re­gno Uni­to, che eb­be Mar­ga­ret That­cher. «Don­ne non si na­sce, si di­ven­ta», di­ce­va Si­mo­ne de Beau­voir. «Non so­no na­ta can­cel­lie­ra» ha det­to Mer­kel nel di­scor­so di ad­dio al­la pre­si­den­za. Ora è più fa­ci­le diventarlo, per tut­te.

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