In­tan­to a Cro­to­ne

Corriere della Sera - - Da Prima Pagina - di Mas­si­mo Gra­mel­li­ni

All’al­ba di ie­ri una gran­de bar­ca a ve­la si è ri­bal­ta­ta lun­go la co­sta cro­to­ne­se, nei pres­si di un ho­tel af­fac­cia­to sul ma­re. I pas­seg­ge­ri cur­di so­no ca­du­ti nell’ac­qua ge­li­da, ag­grap­pan­do­si con le un­ghie ai bor­di del­lo sca­fo al­la de­ri­va. Dall’albergo han­no sen­ti­to le ur­la e chia­ma­to i soc­cor­si. Dal vi­ci­no co­mu­ne di Me­lis­sa so­no ar­ri­va­ti i re­si­den­ti, ca­peg­gia­ti dal sin­da­co. Nes­su­no si è chie­sto da do­ve ve­nis­se­ro quel­le per­so­ne, co­me fos­se­ro ar­ri­va­te fin lì e che co­sa avreb­be det­to l’eu­ro­pa. Han­no vi­sto dei nau­fra­ghi e si so­no but­ta­ti. C’era una ma­dre in ac­qua che stri­to­la­va le brac­cia dei soc­cor­ri­to­ri e gri­da­va: non pen­sa­te a me, sal­va­te il mio bam­bi­no. Han­no sal­va­to il bam­bi­no, e an­che lei. Nel ma­ra­sma, due agen­ti del­le Fiam­me Gial­le han­no cap­ta­to il pian­to di un neo­na­to in trap­po­la. Si so­no in­fi­la­ti nel­la bar­ca e al buio lo han­no ti­ra­to fuo­ri, sen­za im­ma­gi­na­re di es­se­re di­ven­ta­ti fian­cheg­gia­to­ri dell’ «an ti so­vra­nis mo neo-li­be­ri­sta», co­me si è poi let­to sui si­ti. I vo­lon­ta­ri han­no por­ta­to co­per­te e tra­sci­na­to vec­chie stu­fe, e una si­gno­ra si è tol­ta il suo giub­bot­to per av­vol­ge­re una ra­gaz­za che bat­te­va i den­ti, re­si­sten­do al fred­do e ai so­spet­ti di buo­ni­smo.

Pro­prio men­tre l’ac­co­glien­za di qua­ran­ta­no­ve per­so­ne al lar­go di Mal­ta di­ven­ta­va que­stio­ne di Sta­to, gli abi­tan­ti di un pic­co­lo co­mu­ne ca­la­bre­se ne sal­va­va­no in si­len­zio al­tre cin­quan­tu­no. Tra i soc­cor­ri­to­ri ci sa­rà sta­to an­che chi teo­riz­za «pri­ma gli ita­lia­ni», ma nei mo­men­ti fa­ta­li ci si ri­cor­da di es­se­re pri­ma uma­ni.

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