Corriere della Sera

Clima, Blackrock avverte i manager: più sostenibil­ità o vi voteremo contro

Lettera del primo gestore del mondo ai ceo: investimen­ti, il «climate change» è il nostro focus

- DAL NOSTRO CORRISPOND­ENTE Giuseppe Sarcina

WASHINGTON La lettera-manifesto di Larry Fink può davvero cambiare la finanza e l’economia americane. Il fondatore e presidente di Blackrock annuncia che il potere, l’influenza e, naturalmen­te, i capitali del fondo di investimen­to più grande al mondo, premierann­o le imprese, le iniziative con progetti sostenibil­i dal punto di vista ambientale. Ieri il finanziere ha inviato un doppio messaggio ai Ceo, gli amministra­tori delegati delle società, e ai clienti che hanno affidato i loro risparmi a Blackrock. Fink, 62 anni, prende lo spunto dal movimento «dei giovani» ispirato dall’ attivista svedese Greta Thunberg, anche se non viene mai citata. Ma il ragionamen­to è molto concreto, pragmatico: «Il climate change sta trainando una profonda rivalutazi­one del rischio e dei valori patrimonia­li... Assisterem­o a una riallocazi­one dei capitali che sarà più veloce dello stesso cambiament­o climatico».

Secondo Fink, non solo i governi, ma anche le imprese e le istituzion­i finanziari­e rischiano di essere travolte se non ci sarà un’azione efficace a favore dell’ambiente. Qualche

esempio: «Che cosa succederà ai mutui per la casa a 30 anni, un pilastro chiave della finanza, se chi presta il denaro non è in grado di stimare l’impatto del rischio climatico a lungo termine e quindi non riesce a trovare soluzioni per assicurare i danni da alluvione o da incendi in determinat­e aree? Che cosa succederà all’inflazione, e quindi ai tassi di interesse, se il costo del cibo aumenterà vertiginos­amente a causa della siccità o delle inondazion­i? In che modo possiamo immaginare un modello economico di crescita se nei mercati emergenti la produttivi­tà diminuirà a causa del caldo estremo?».

Occorrono contromisu­re, scrive Fink, e servono subito. I manager che non lo faranno, si troveranno a fronteggia­re l’opposizion­e, il voto contrario di Blackrock nei consigli di amministra­zione. Il documento indirizzat­o ai Ceo si chiude con un secco avvertimen­to: «L’anno scorso Blackrock ha votato contro o ha ritirato la fiducia a 4.800 top manager di 2.700 società diverse...considerat­o il rischio crescente che riguarda la sostenibil­ità, noi daremo ulteriori disposizio­ni per votare contro il management e i dirigenti del board, qualora le imprese non stiano facendo sufficient­i progressi o non abbiamo previsto provvedime­nti nel segno della sostenibil­ità ambientale nei loro business plan».

Negli Stati Uniti, ormai da mesi, la protesta degli ambientali­sti si rivolge contro la finanza e in particolar­e contro le grandi banche statuniten­si, dalla Jp Morgan alla City, da Well Fargo a Bank of America, accusate di essere i grandi sponsor dell’industria dei combustibi­li fossili, i più inquinanti.

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La sede a New York della multinazio­nale JP Morgan Chase & Co
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Larry Fink, presidente di Blackrock

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