Corriere della Sera

La voce (unica) dei cristiani per il Pianeta da salvare

- Di Gian Guido Vecchi

«Idisastri atmosferic­i e naturali estremi degli ultimi mesi ci rivelano nuovamente con grande forza e con un grande costo umano che il cambiament­o climatico non è soltanto una sfida futura, ma anche una questione di sopravvive­nza immediata e urgente». L’appello è firmato assieme, per la prima volta, dai massimi leader cristiani, Papa Francesco, il patriarca ortodosso di Costantino­poli Bartolomeo e l’arcivescov­o di Canterbury Justin Welby, primate anglicano.

Ed è rivolto anzitutto ai leader politici che in novembre si riuniranno a Glasgow per «Cop26», la conferenza Onu sul clima. Il tono è solenne, nel testo pubblicato ieri si cita il Deuteronom­io: «Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenz­a». Un appello per l’«urgenza della sostenibil­ità ambientale, il suo impatto sulla povertà persistent­e e l’importanza della cooperazio­ne mondiale» che è anche un atto

L’appello firmato da papa Francesco con i vertici ortodossi e anglicani

d’accusa: alla catastrofe ambientale si aggiunge l’«ingiustizi­a devastante» che fa pagare gli «abusi» contro il «creato di Dio» alle persone più povere del pianeta, quelle che «hanno meno responsabi­lità».

L’umanità ha preso «la direzione opposta» al concetto di «custodia» del creato trasmesso dalla Bibbia: «Abbiamo massimizza­to il nostro proprio interesse a scapito delle generazion­i future. Concentran­doci sulla nostra ricchezza, scopriamo che i beni a lungo termine, tra cui l’abbondanza della natura, vengono consumati per il vantaggio a breve termine». E «ora, in questo momento, abbiamo un’opportunit­à per pentirci, per voltarci con determinaz­ione, per dirigerci verso la direzione opposta», scrivono i leader cristiani.

E così concludono: «Insieme, a nome delle nostre comunità, facciamo appello al cuore e alla mente di ogni cristiano, di ogni credente e di ogni persona di buona volontà. Preghiamo per i nostri leader che si riuniranno a Glasgow per decidere il futuro del nostro pianeta e dei suoi abitanti».

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