Corriere della Sera

Smart working Quando si dovrà essere operativi e quando staccare

Per poter presentare il rendiconto e ricevere i versamenti all’Italia restano da soddisfare gran parte delle 51 condizioni della Ue

- Claudia Voltattorn­i

1 Come è regolato oggi il lavoro agile nella Pubblica amministra­zione?

Lo smart working semplifica­to (cioè senza alcun accordo tra datore di lavoro e lavoratore) è possibile fino alla fine dello stato di emergenza fissato al 31 dicembre 2021. Fino a fine anno ogni amministra­zione pubblica può chiedere ai propri dipendenti di lavorare da remoto per alcuni giorni alla settimana.

2 C’è un limite all’impiego di dipendenti pubblici in smart working?

No. Il decreto Proroghe dello scorso aprile ha eliminato il limite del 50%. Fino al 31 dicembre 2021 ogni amministra­zione è libera di decidere quanti dipendenti possono lavorare da remoto e quanti giorni in base alle proprie specificit­à. L’importante è garantire che «l’erogazione dei servizi rivolti a cittadini e imprese avvenga con regolarità, continuità ed efficienza, nonché nel rigoroso rispetto dei tempi previsti dalla normativa vigente», come spiegò allora il ministro della Pubblica amministra­zione Renato Brunetta. Oggi l’uso del lavoro agile è ancora massiccio nella maggior parte degli uffici, con punte che superano il 50%. Ma dal 1° gennaio 2022 il limite massimo sarà al 15%.

3 È previsto un rientro negli uffici entro la fine dell’anno?

Sì. A partire dal 15 ottobre, con il green pass obbligator­io per accedere al luogo di lavoro, il governo decreterà che il lavoro in ufficio dei dipendenti pubblici torna ad essere la modalità ordinaria. Un provvedime­nto del ministro Brunetta definirà i piani di rientro che sarà comunque graduale: prima i lavoratori agli sportelli, poi via via i lavoratori del back office, sia nelle amministra­zioni centrali che in quelle periferich­e.

4 Cosa succede dal primo gennaio 2022?

Le norme attualment­e in vigore prevedono che ogni amministra­zione con più di 50 dipendenti entro il 31 gennaio di ogni anno rediga il Piano integrato attività e organizzaz­ione (Piao) con gli obiettivi programmat­ici e strategici della performanc­e e la strategia di gestione del capitale umano, quindi anche il ricorso al lavoro agile definito nel Pola, il piano organizzat­ivo di lavoro agile con la quota minima del 15% di dipendenti da remoto (prima era al 60%). Per le amministra­zioni che non presentera­nno il Pola, la quota di lavoro agile sarà comunque del 15%.

5 Quali sono le regole di lavoro agile per i dipendenti pubblici?

Nell’ambito della contrattaz­ione sul rinnovo del contratto del pubblico impiego, Aran e sindacati stanno lavorando alla definizion­e del lavoro agile per i dipendenti pubblici di ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici che sia «finalizzat­o a conseguire il migliorame­nto dei servizi pubblici e l’innovazion­e organizzat­iva garantendo, al contempo, l’equilibrio tra vita profession­ale e vita lavorativa». Mercoledì ci sarà un nuovo incontro. Il ministro Brunetta ha assicurato che entro un mese il contratto ci sarà. Il ministro del lavoro Andrea Orlando ha auspicato un accordo con le parti sociali che convocherà al più presto: «Se ci arriveremo insieme bene, altrimenti ci si dovrà arrivare attraverso la legge».

6 Chi potrà usufruire del lavoro agile?

Secondo la prima bozza della trattativa Aran-sindacati, sono esclusi i lavori in turno e quelli che richiedono l’uso costante di strumentaz­ioni non remotizzab­ili. Sarà necessario un accordo individual­e scritto con orari, giornate in smart working e in ufficio, sede remota (non all’estero). Il contratto prevede inoltre 3 fasce di lavoro da remoto: operativit­à, contattabi­lità, inoperabil­ità. Durante quest’ultima fascia il lavoratore non è tenuto a leggere mail, rispondere a telefonate e messaggi, a collegarsi al sistema. È facilitato l’accesso allo smart working a genitori con figli minori di 3 anni o disabili e ai dipendenti con disabilità.

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