Corriere della Sera

Italia d’acciaio sul tetto del volley Piegata la Slovenia all’ultimo respiro

La Nazionale di De Giorgi vince al tie break Dopo 16 anni riconquist­iamo l’Europa

- Flavio Vanetti

L’Italia del volley «next generation» è campione d’Europa: 3-2 alla Slovenia, la finale è una sofferenza infernale domata in un tie break che vive la svolta su tre ace consecutiv­i di Alessandro Michielett­o, uscito alla distanza. Il continente delle schiacciat­e è così di nuovo sottomesso dopo 16 lunghi anni e per l’ottava volta. Sulla ruota di Katowice esce il numero della perfezione – il 9, quello delle vittorie di una Nazionale imbattuta – e le suggestion­i sono azzurre, un colore che adesso, sotto rete, è sinonimo di riscatto e di gioia. Le delusioni dei Giochi sono già alle spalle, cancellate prima dalla squadra femminile – trionfatri­ce contro la Serbia nella sua tana di Belgrado - e adesso anche da quella di questi ragazzoni giovani e pimpanti che hanno bruciato le tappe della crescita: oro chiama oro, è la prima volta che l’Italia della pallavolo fa l’en plein; questo è il valore aggiunto di un’estate che, al suo epilogo, regala una pagina storica per seppellire Tokyo 2020.

È stato un Camel Trophy, un percorso che gli sloveni, eccellenti al servizio e implacabil­i negli attacchi al centro ma anche bravissimi a raccattare di tutto in difesa, hanno reso accidentat­o. L’Italia sembrava spacciata anche perché, anziché «attraversa­re» la finale, come aveva chiesto De Giorgi (traduzione: avere pazienza) stava sbagliando ritmo, cercando di forzare i tempi. Aveva poi la faccia sbagliata e il c.t. l’ha urlato in un time out del secondo set: «Siamo in partita, di che cosa avete paura?». Ma nel terzo è scivolata di nuovo indietro, in soggezione, incapace di reagire. Tutto è cambiato con la mossa giusta di De Giorgi: fuori Pinali e dentro Romanò, l’altro opposto che ha il pregio di essere mancino come Michielett­o. Questo ha sparigliat­o le carte alla Slovenia e Yuri ha portato Azzurra al tie break ricucendo anche la pericolosa fuga in avvio (3-0) della Slovenia. Michielett­o, Lavia e Ricci chiamato da Giannelli al punto del 14-9 e della sicurezza, hanno poi imboccato il porto dell’oro.

Ferdinando Fefè De Giorgi, il c.t. che ha rimpiazzat­o Chicco Blengini, aveva promesso un’Italia umile ma da battaglia e, soprattutt­o, orgogliosa della tradizione che rappresent­a. Aveva parlato di un viaggio da condurre a fari spenti, badando al «passo dopo passo». Ecco, in corso d’opera i fari si sono sempre più accesi, fino ad abbagliare tutti gli avversari, mentre i passi sono diventati dei balzi.

Vagamente somigliant­e al Mago Forrest, De Giorgi una magia vera, non a uso dello spettacolo, ce l’ha regalata: è quella di aver plasmato in poco tempo il gruppo rimasto dalla squadra di Tokyo e la «meglio gioventù» della nuova Italia.

La chimica è stata azzeccata, abbiamo scoperto i vari Michielett­o, Lavia, Pinali, Galassi, ma abbiamo apprezzato pure il valore di Anzani e Balaso e, soprattutt­o, di Giannelli, il veterano di appena 25 anni. Fefè De Giorgi c’era, nel 1989, nella squadra che si prese lo scettro del continente e lanciò la famosa «generazion­e di fenomeni». Dopo 32 anni ha gettato le basi di un altro ciclo speciale.

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Simone Anzani in una schiacciat­a vincente nella finale europea contro la Slovenia. Dopo 16 anni l’Italvolley torna sul trono continenta­le (Epa)
Dominatori Simone Anzani in una schiacciat­a vincente nella finale europea contro la Slovenia. Dopo 16 anni l’Italvolley torna sul trono continenta­le (Epa)

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