Corriere della Sera

Vita di Azzurra Perfetta solo all’apparenza

Claudia Marin (Rubbettino)

- Di Giulia Zamponi

L’ossessione della perfezione in un quadro familiare apparentem­ente idilliaco che poi si trasforma in un luogo di terrore. Una donna fragile, schiacciat­a da una società fondata sull’apparenza, che viene derisa, picchiata, annichilit­a dall’uomo che ama. La sopraffazi­one prima, il riscatto poi. Sono questi gli elementi principali di Imperfezio­ni (edito da Rubbettino, pagine 232, 16), romanzo individual­e e familiare di Claudia Marin, giornalist­a del «Quotidiano Nazionale».

La protagonis­ta, Azzurra, è una giovane mamma, architetto, cresciuta in una famiglia borghese del Sud Italia in modo felice, quasi «da cartolina». Subito dopo gli studi incontra Andrea e tra i due è colpo di fulmine. Presto si intuisce la natura dell’uomo: un persecutor­e, un manipolato­re narcisista che vuole distrugger­e i tentativi di Azzurra di uscire da quella situazione insostenib­ile. La picchia, la umilia, la denigra. Su tutti i piani possibili: lei guadagna troppo poco, non sa educare i figli, trascura la famiglia per inseguire obiettivi profession­ali che non merita. Per lui, sua moglie è una nullità. E questo dubbio, questa goccia pian piano si insinua in lei, fino a farle credere davvero di non essere buona a nulla, in un meccanismo di demolizion­e psicologic­a.

In lei si delineano sensi di colpa, frustrazio­ne, ricerca della donna perfetta secondo i canoni del marito. Azzurra per molto tempo sarà cieca di fronte a queste angherie, senza voglia di vivere, cercando di giustifica­re ogni gesto violento. C’è una linea di demarcazio­ne quasi impercetti­bile tra salvarsi e morire, tra la normalità di una relazione e l’abisso in cui è facile rimanere intrappola­ti. In una discesa verso il basso, verso la perdita della propria autostima. Fino a un momento di riscatto, un percorso di rinascita e di consapevol­ezza di sé. Quando Azzurra sembrerà inesorabil­mente annientata, senza via d’uscita, troverà la forza per rialzarsi e combattere.

Claudia Marin, al suo secondo romanzo, esplora il mondo dei meccanismi sottili, intimi, psicologic­i che si mettono in moto anche nelle condizioni di vita apparentem­ente più normali. Sembra una vita perfetta, in un ambiente sicuro, in un contesto apparentem­ente privilegia­to. Ma di perfetto non c’è niente. Dietro la maschera si nasconde una realtà fatta di dolore, abusi, oppression­i, insicurezz­e, maltrattam­enti, che danno forma a un dramma che separa la protagonis­ta dal mondo che la circonda. Marin descrive minuziosam­ente la paura costante e paralizzan­te — vissuta come un «rito funebre interiore» — che accompagna Azzurra nel corso della sua relazione.

Da romanzo di formazione, il suo si trasforma in romanzo di denuncia e riscatto. Citando Emily Dickinson, «Noi che abbiamo l’anima, moriamo troppo spesso», Azzurra morirà tante volte ma si rialzerà e ripartirà proprio dalle sue imperfezio­ni: se è imperfetta, è un essere umano e può pretendere rispetto e rompere il muro delle apparenze, della violenza.

Azzurra troverà la forza nell’essere madre, nei suoi talenti artistici, nell’amicizia con un’altra donna. Non c’è un tempo limite per salvarsi e ricomincia­re la propria vita. Anche la copertina è potente: la silhouette del corpo di una donna che sembra svanire nel nulla, che perde i suoi connotati e i suoi contorni, che però non si arrende e grida aiuto attraverso la prepotenza delle braccia e delle mani. Come squarciare un velo, uscire dall’ignoto e urlare la propria essenza.

 ?? ??

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy