Corriere della Sera

Nato per vincere e maestoso nel riempire i vuoti

- di Aldo Grasso

Il giorno in cui Marco Pantani scalò il Galibier e inflisse al tedesco Ullrich quasi nove minuti (era il Tour del 1998), la ripresa tv funzionava male. Il cielo era scuro come la notte e rovesciava pioggia sui tornanti della montagna, quasi a voler rendere più disperata l’impresa sportiva. Gli elicotteri non si erano potuti alzare e le telecamere «sganciavan­o» continuame­nte l’immagine. Pantani è stato maestoso proprio in quei vuoti, in quegli attimi in cui la tv non poteva documentar­e con la sua consueta facilità ciò che facile non è. La prima volta di Pantani al Giro d’Italia, nel 1993, è un ritiro. La seconda, nel 1994, sconvolge le gerarchie: c’è un romagnolo di 24 anni che, nato a Cesenatico, vola in montagna. La terza nel 1995 e la quarta nel 1996 non ci sono per infortuni. La quinta, nel 1997, si spegne contro un gatto grigio che gli taglia la strada giù dal Chiunzi. Pantani e il Giro, una storia d’amore spinta alla follia. E così quando il 16 maggio 1998 si presenta al via da Nizza, in Francia, le incognite sono molte. Soprattutt­o, non è ancora riuscito a realizzare la promessa fatta a nonno Sotero, che gli aveva regalato la prima bicicletti­na sulla quale inseguire i sogni. Pantani vince il Giro e due mesi dopo il Tour. Eccolo il memorabile attacco sul Galibier contro Ullrich e poi l’Arc de Triomphe. E poi solo trionfi. Il giorno in cui Marco Pantani venne ritrovato morto nel Residence Le Rose di Rimini (14 febbraio 2004) rappresent­a il drammatico epilogo di una lunga tragedia, cominciata nel giugno 1999 a Madonna di Campiglio, quando fu bandito dal Giro d’Italia. Ancora vuoti, ma di altro tipo, più simili agli abissi: da allora, Marco mulina le gambe stanche con la forza della volontà, con l’anelito del riscatto. Invano, cade. Il demone della sconfitta si impossessa di lui per trascinarl­o nell’inferno. Marco era nato per correre in bici, per vincere, per farci sognare. Un destino maledetto è stato di diverso avviso.

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