Corriere della Sera

L’Irlanda si diverte contro un’Italia disarmata

Sei Nazioni: pesante sconfitta a Dublino, gli azzurri non segnano nemmeno un punto

- di Domenico Calcagno

La terza linea (numeri 67-8) è il cuore di una squadra di rugby. Per giocarci devi essere grande, forte e veloce, devi essere il primo attaccante e il primo difensore e un ottimo portatore di palla. Lorenzo Cannone e Sebastian Negri sono terze linee di livello internazio­nale, ma ieri erano infortunat­i. Chi li ha sostituiti (Zuliani e Izekor) non è la stessa cosa, o almeno non lo è ancora. L’Italia al completo avrebbe perso comunque a Dublino, ma magari non avrebbe chiuso a zero punti (contro 36).

L’Irlanda è la migliore di questo Sei Nazioni e quasi sicurament­e completerà un altro Grande Slam dopo quello dello scorso anno (sarebbe la prima a riuscirci da quando il Torneo si è allargato nel 2000). È un meccanismo perfetto, è tecnica e feroce. Solidissim­a nei fondamenta­li: conquista e gioco al piede. Insomma non sai mai da che parte prenderla perché qualsiasi cosa tu decida di fare loro sanno farla meglio. Così la partita di Dublino è diventata per l’Italia una disperata arrampicat­a sul vetro. Una prova di resistenza passiva, coraggiosa finché si vuole, ma totalmente inutile.

Gli azzurri hanno avuto solo un’occasione di mettere punti sul tabellone, dopo 4 minuti quando una punizione di Garbisi se l’è portata via il vento. Da quel momento l’Italia non ha praticamen­te più visto la palla e l’Irlanda ha fatto quello che ha voluto: ha portato a casa il punto di bonus al 10’ del secondo tempo e chiuso con 6 mete.

Deluso il ct Gonzalo Quesada: «Sapevamo cos’è l’Irlanda, ma noi siamo stati molto lontani dal nostro livello: nel primo tempo siamo stati troppo passivi in difesa, nella ripresa almeno abbiamo messo un po’ di pressione al loro attacco. Abbiamo perso malamente troppi palloni, siamo molto frustrati».

Ora ci sarà la sosta, il 25 febbraio la Francia a Lille. Ci sarà tempo per lavorare e ragionare e, si spera, per recuperare tutti i giocatori. A cominciare da quelli della terza linea.

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(Ap) Sintesi Azzurri a terra, gli irlandesi festeggian­o

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