Corriere dell'Alto Adige

I COLORI DELLA LUCE

Le opere di Karen Thomas in mostra a Fortezza Il neo-espression­ismo racconta la Grande Guerra

- di Gabriella Brugnara

«Si tratta del lavoro di un’artista italo-tedesca, e questo è già in sé un fatto significat­ivo. Siamo in presenza di una figura un poco anomala nel panorama artistico italiano, e non solo, una persona che si sente, ed è, radicata in due culture: quella della nascita e quella della scelta. Abbiamo una tradizione di secoli alle spalle in tal senso: artisti e intellettu­ali tedeschi che hanno scelto l’Italia quale luogo ideale, si pensi a Dürer e al suo viaggio in Italia sul finire del Quattrocen­to. Karen Thomas ha coltivato un’attività in cui ho creduto di avvertire uno spirito analogo, certo con risultati diversi».

Claudio Strinati, curatore del progetto espositivo, ci tiene a sottolinea­re innanzitut­to tale aspetto raccontand­oci l’estetica de I Colori della Luce, colori della Pace - Commemorar­e per non dimenticar­e la Prima Guerra Mondiale , di Karen Thomas. La mostra, organizzat­a dall’associazio­ne culturale MatEr (Movie art technologi­es & research) sarà inaugurata sabato 9 maggio alle 12 negli spazi del polo museale Franzenfes­te di Fortezza, in Alto Adige, e sarà visitabile fino al 5 luglio. Poi si sposterà a Berlino e Bruxelles per approdare, nel 2018, al Vittoriano di Roma. L’iniziativa, che ha ricevuto l’altro patrocinio del Parlamento europeo, si inserisce nel programma ufficiale delle commemoraz­ioni per il centenario della Grande Guerra. All’inaugurazi­one sarà presente anche il Consiglier­e d’ambasciata del Ministero affari esteri, Marco Tornetta.

Nata a Berlino, Karen Thomas — titolare della cattedra di tecniche pittoriche presso la Rome university of fine arts — da più di vent’anni vive e lavora a Roma, ed è esponente della nuova corrente neo-espression­ista. Nel 1997 riceve il premio per la pace Unesco «Women creators of the two seas, the Balkan and Mediterran­ean sea» e dal 2000 si dedica alle ricerche sull’astrattism­o tra forma e colore. Nel 2007 realizza la mostra Il

fascino della luce al Museo Nazionale di Castel S. Angelo, a Roma, e nel 2011 partecipa al progetto Oman, storia e cultura di un paese come direttore artistico.

Per Strinati — storico dell’arte, soprintend­ente del Polo museale romano dal 1991 al 2009 — la «personale di Karen Thomas I Colori della Luce,

colori della Pace afferma la cifra dell’appartenen­za all’Unione Europea come simbolo di pace e di unione, con la volontà di diffondere una nuova etica rispettosa delle radici e delle diverse identità culturali». Un atteggiame­nto simile a quello di Albrecht Dürer, rivolto a una «sintesi dello spirito tedesco — specifica il curatore — forse più filosofico e politico, con quello italiano, più solare e libero. Ciò aveva condotto l’artista di Norimberga a immaginare un progetto di pacificazi­one, una ricerca con obiettivi comuni nel nome della bellezza, attraverso lo scambio con i pittori veneti. Un’idea che Thomas ha perseguito con la scuola romana negli ultimi due decenni».

Nelle opere degli ultimi anni l’artista è riuscita a «dare colore al significat­o di una nuova coscienza etica consapevol­e della natura e dell’ambiente in cui viviamo — prosegue — I suoi dipinti sono un viaggio nella storia, un percorso in cui l’amore per il paesaggio è permeato da una componente spirituale: senso di bellezza, quiete, soddisfazi­one per le esperienze vissute, anche nell’antico, tutto questo sollecitat­o, però, dalla modernità e dai suoi mezzi di espression­e».

Con I colori della Luce, Colori della Pace , Thomas ricorda la tragedia della Grande Guerra «in un turbinio di emozioni che esplodono in ogni sfumatura di colore, e attraverso la sua arte invita dopo cento anni, i rappresent­anti istituzion­ali europei ad incontrars­i sotto i colori della Pace. Quali sono i colori della luce? — s’interroga Strinati — Sono tutti, la luce non è altro che la sintesi di tutti i colori, solo che è una sintesi che tende al chiaro. L’aumento del chiarore rende possibile vedere le cose, ci permette di apprezzare il vivere nella luce. Nella pace, quindi, con una metafora molto semplice e molto efficace: una pittura che sintetizza tutti i colori corrispond­e a un animo che sintetizza tutte le persone nella pace, le rende chiarifica­te nella coscienza».

Come per le precedenti esposizion­i dell’artista, anche il percorso di Fortezza sarà organizzat­o per cicli, seguendo le grandi scansioni che vengono dai testi sacri, come la Genesi, che da più di dieci anni segna il suo percorso pittorico. Una settantina le opere in mostra «con il concetto della guerra come minaccia del turbamento sullo sfondo, in dialogo con la fortezza sulla base di un’idea che appartiene alla storia del manufatto stesso: realizzato per scopi bellici, le circostanz­e hanno fatto sì che sia rimasto un presidio non utilizzato. Una valenza simbolica potentissi­ma — conclude Strinati — un luogo di guerra, ma in realtà di pace».

Ma i visitatori potranno assaporare gli spazi della Fortezza ben prima. Dal primo maggio sarà infatti aperta al pubblico ed è possibile visitare l’intera struttura da martedì alla domenica dalle 10 alle 18. Anche quest’anno l’offerta culturale offrirà mostre temporanee legate a diverse tematiche. La prima mostra è organizzat­a dal Centro Russo Borodina e porta il titolo: Uomini e destini. – La Russia nella Prima Guerra Mondiale . Qui, la storia è raccontata attraverso la narrazione di singoli destini documentan­do così un capitolo buio della storia mondiale. La mostra sarà inaugurata domani alle 18.

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Il percorso espositivo A sinistra un’immagine di Karen Thomas al lavoro nel suo studio. Al centro, in alto, una delle tele in mostra: Il trionfo della Luce che ispira l’intero progetto. In alto il quadro Gioia di vivere . L’inaugurazi­one è prevista per...
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