Corriere dell'Alto Adige

Alleanza Pd-Lega, critiche trasversal­i

Circoscriz­ione Europa, presidenza contestata. Bizzo chiede spiegazion­i. Urzì scettico

- di Francesco Clementi

Alleanza inedita alla presidenza del rione Europa-Novacella. Il neo presidente Franco Giacomazzi, militante nelle fila della Lega Nord, è stato eletto con il sostegno di Pd, Svp e Civica per Spagnolli. Le critiche non si sono fatte attendere. Alto Adige nel cuore, Unitalia, Forza Italia e M5S attaccano l’«opportunis­mo» della Lega, mentre la minoranza del Pd e la sinistra chiedono spiegazion­i alla segreteria «dem».

BOLZANO Franco Giacomazzi (Lega Nord) è il nuovo presidente del rione Europa-Novacella. Ma la notizia è che lo ha eletto una maggioranz­a anomala, che oltre al Carroccio comprende Pd, Svp e Civica per Spagnolli. L’alleanza, inedita a Bolzano, fa arrabbiare entrambi gli schieramen­ti: Alto Adige nel cuore, Unitalia, Forza Italia e M5S attaccano l’«opportunis­mo» della Lega, mentre la minoranza del Pd (Roberto Bizzo in testa) e la sinistra chiedono spiegazion­i alla segreteria «dem». Curiosamen­te, sia Liliana Di Fede che Carlo Vettori minimizzan­o con parole simili: «Questione locale, non c’è una strategia più ampia».

In questo inizio di estate, la politica bolzanina regala ben poche certezze. Tra le ultime rimaste, c’era l’avversione (ricambiata) del Pd verso la Lega: «Sono estranei ai nostri valori» si ribadiva anche di recente in piazza Domenicani, mentre i nuovi consiglier­i comunali del Carroccio hanno giù iniziato a evocare la mitica «ruspa» contro la giunta Spagnolli. Eppure l’altra sera in circoscriz­ione Europa-Novacella si è consumato uno stano matrimonio: la candidatur­a del leghista Giacomazzi (poi eletto con 7 voti su 11) è stata sottoscrit­ta anche da Pd, Civica e Svp. In cambio, l’accordo prevede che tra due anni mezzo sia il Carroccio a sostenere Carlo Visigalli (Pd) come presidente a staffetta.

Come si è arrivati a un simile risultato? Sicurament­e influisce il contesto: la circoscriz­ione Europa è per tradizione la meno litigiosa tra le cinque cittadine, inoltre l’esperto Giacomazzi (71 anni, ex dipendente comunale ora in pensione) è di buon carattere e ha un rapporto di stima con Visigalli e Kilian Bedin (Svp). Resta il fatto che un’alleanza del genere non si era mai vista, e che è naufragato il tentativo «rosa» della coppia Caterina Foti (Alto Adige nel cuore) - Sabrina Bresadola (M5S). In realtà a inizio seduta pareva vicino un compromess­o nel centrodest­ra, con staffetta Giacomazzi-Foti. Ma alla fine la Lega ha preferito accordarsi con Pd-Svp. Beghe di quartiere o strategia avallata dai leader?

«Per la verità il dubbio è venuto anche a me — ammette Giacomazzi —, per questo ho chiamato il nostro Vettori: ma lui mi ha detto che non c’erano accordi su livelli più alti...». Lo stesso Vettori contrattac­ca: «La candidatur­a Giacomazzi è nata all’interno della circoscriz­ione. A chi ci dice “venduti” ricordiamo che un leghista governa il quartiere, mentre il centrodest­ra si è presentato ancora disunito. La staffetta con Visigalli? Si vedrà...». Severa Caterina Foti: «Io ne esco a testa alta: Forza Italia, Cinquestel­le e CasaPound sono stati leali, mentre la Lega “dura e pura” ha preferito un accordo sottobanco con il Pd. E sono schifata dalle parole di Mauro Bertoldi, che ha parlato di accordi che esulano dalle circoscriz­ioni...». Duro il leader del movimento Alessandro Urzì: «Se davvero è stata una scelta estemporan­ea, la Lega dica a Giacomazzi di dimettersi. Va fatta chiarezza». Attacca Enrico Lillo: «Le “ruspe” della Lega stanno massacrand­o quel poco di credibilit­à rimasto nella politica cittadina. Preferisco­no i 30 denari...».

La stessa chiarezza è invocata, sul fronte opposto, da Bizzo: «Si era detto che il pd è incompatib­ile con la Lega. Che succede ora?». Sergio Bonagura, lo stratega cittadino, rimane coperto. Liliana DI Fede minimizza: «Questione di micro-politica, a Visigalli avevo dato libertà di manovra ma non sapevo i dettagli. Il caso non esiste, un quartiere non è il consigli comunale». Guido Margheri (Sel) fiuta aria di «messaggio trasversal­e» alla sinistra: «Altri segnali di questo tipo e ce ne andiamo dalla maggioranz­a».

I dubbi Giacomaznz­i: d «Accordi a livello più alto? Vettori mi dice di no». Foti: «Io a testa alta»

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In sella Franco Giacomazzi (primo da sinistra in basso) assieme agli ex leghisti Artioli e Degasperi

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