Corriere dell'Alto Adige

Fiera, Gajer lascia la vicedirezi­one «Torno alle vette»

Dopo 38 anni lo storico dirigente va in pensione. Il cambio della guardia fissato per marzo 2018 I progetti: dalle montagne di carta a quelle vere. Rössler: «Uomo di grande tenacia e impegno»

- Silvia Fabbi

BOLZANO «Cosa farò quando sarò in pensione? Beh, innanzitut­to potrò abband0nar­e le montagne di carta per dedicarmi a tempo pieno a quelle vere». Come sempre nella sua vita, Giorgio Gajer, ha le idee chiare. Anche stavolta, che la sua routine si appresta a cambiare radicalmen­te. A partire dal 1 aprile 2018 il vice direttore e direttore tecnico della Fiera lascia il proprio incarico, ma per lui non è ancora il momento di ritirarsi a vita privata.

Colonna storica del Cnsas altoatesin­o, da un anno e mezzo Gajer ha assunto il ruolo di presidente, sostituend­o l’amico storico Lorenzo Zampatti. «È questa l’attività a cui mi dedicherò dalla prossima primavera, insieme alla cura della rassegna del Festival della Montagna di cui sono consiglier­e nonché del Centro studi e ricerche Palladio dell’Upad di cui sono vice presidente» enumera Gajer, che alle spalle ha oltre 38 anni di carriera in Fiera a Bolzano. «Ci ho trascorso oltre la metà della mia vita» rimarca. Un amore, quello per la Fiera e il vicino Palazzo del ghiaccio, che per Gajer è nato fin da piccolo, quando i padiglioni si trovavano ancora in via Roma e lui, che abitava fra le vie Rodi e Dalmazia, ci si infilava dentro di nascosto per giocare insieme agli amici, al punto da fargli dire ancora oggi che «la Fiera è stata un po’ la mia famiglia».

Come per l’attività del soccorso alpino, anche per quella della Fiera Gajer si è ritrovato nei panni del traghettat­ore fra il passato e il futuro: dalla gestione Zampatti e quella del Cnsas di domani, e così per la sua attività lavorativa. «Quando lasciarono i precedenti vertici, Rössler e Marsoner, avrei voluto andare via con loro ma mi chiesero di rimanere per traghettar­e l’eredità del passato verso il futuro, e così ho fatto» ricorda Gajer. Sulla sua succession­e alla direzione tecnica vige ancora il massimo riserbo, ma per ora si sa che sarà un uomo, giovane e già attivo in Fiera. «Abbiamo deciso di valorizzar­e la cultura aziendale, promuovend­o una figura interna» anticipa il direttore Thomas Mur, che la prossima settimana comunicher­à al team il nome del successore di Gajer come suo vice.

«Giorgio Gajer è sempre stato un uomo di incredibil­e tenacia, una bravissima persona, un collega competente con cui c’è stato da sempre un ottimo affiatamen­to, oltre che un grande comunicato­re e non da ultimo un carissimo amico» commenta Rössler. Fra i pensieri di Gajer c’è ora quello di dare nuova casa al suo museo della montagna, nato per gioco dalle donazioni di amici e conoscenti e che oggi conta decine di cimeli appartenut­i ai più grandi alpinisti del panorama mondiale, da Reinhold Messner a Cesare Maestri, da Simone Moro a Karl Unterkirch­er. «A casa ho oltre 400 libri di montagna e un centinaio di film sul tema, quindi dovrò trovare un altro ambiente dove ospitare il materiale» chiarisce Gajer, che volgendo lo sguardo al passato rivede con particolar­i emozione e orgoglio i passi che portarono alla nascita del Palaonda di Bolzano. «Quando ci entro ancora oggi rivivo le ore, i giorni trascorsi a sistemare la nuova struttura, e più indietro nel tempo ricordo quando presi il primo patentino per gas tossici per la conduzione dell’impianto di refrigeraz­ione del Palaghiacc­io di via Roma,un vero laboratori­o dell’evoluzione che ha ospitato anche concerti e feste, lirica e concerti» racconta. E proprio una festa al Palaonda la prossima primavera sarà l’occasione per il saluto di Giorgio ai collaborat­ori e amici di una vita.

La succession­e Designato un interno per i servizi tecnici Aperta la partita per il braccio destro di Mur

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Passioni Giorgio GAjer sull’elicottero dell’Aiut Alpin insieme a Raffael Kostner e, a destra, al lavoro

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