Corriere dell'Alto Adige

LA CERNIERA ALTOATESIN­A

- Di Andrea Di Michele

All’Università di Bolzano si è tenuto da poco un convegno che ha visto confrontar­si storici e giornalist­i di Italia e Germania sullo stato della democrazia nei due Paesi, sulle fragilità dei due sistemi politici, sul livello di collaboraz­ione e di dialogo dei rispettivi mondi della cultura e della politica. Nell’ultimo decennio la crisi finanziari­a, l’emergenza migratoria e le crescenti difficoltà nel processo di integrazio­ne hanno accresciut­o le tensioni in Europa, peggiorand­o anche le relazioni bilaterali Roma-Berlino. Tra i due Stati i rapporti hanno conosciuto un evidente raffreddam­ento, con il risorgere di inveterati pregiudizi incrociati. Per cercare di ridare slancio all’intesa tra i due mondi culturali, gli organizzat­ori hanno pensato bene di ritrovarsi a Bolzano considerat­o il naturale luogo di contatto.

È interessan­te constatare come da ieri un’iniziativa analoga veda sempre Bolzano quale palcosceni­co della cooperazio­ne italogerma­nica. Per il settimo anno vi si tiene infatti il Business Forum Italo-Tedesco tra Confindust­ria e la Federazion­e degli industrial­i germanici Bdi. Un incontro ad altissimo livello tra le istituzion­i e le rappresent­anze imprendito­riali di quelli che continuano a essere i due principali Paesi industrial­i d’Europa.

La coincidenz­a è notevole ma non casuale e ci segnala due aspetti. Il primo: da chi si occupa di economia a chi si interessa di storia proviene lo stesso desiderio di vedere aumentato il livello di collaboraz­ione e superate le incomprens­ioni nonché le rigidità rilanciate dalla crisi politica ed economica. È vero che dopo la riunificaz­ione la Germania ha spostato il suo baricentro verso Est, così com’è evidente che per rilanciare il processo di integrazio­ne europea dopo la Brexit è necessario far ripartire il vecchio motore franco-tedesco. Ma è pure vero che, specie alla luce delle non episodiche spinte migratorie, non sarà possibile lasciare alla porta l’Italia, con la sua strategica collocazio­ne geografica e, nonostante le difficoltà, con il suo rilevante peso economico. Il secondo aspetto riguarda invece il piccolo Alto Adige e le sue risorse che non sono puramente determinat­e dallo stare a metà strada tra Roma e Berlino. A volte, risucchiat­i dalle ricorrenti polemiche identitari­e, dimentichi­amo le enormi potenziali­tà di una terra che, vivendo quotidiana­mente due lingue e due culture, può farsi catalizzat­ore di processi di crescita economica e culturale. Questi appuntamen­ti aiutano a ricordarce­lo.

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