Corriere dell'Alto Adige

Ospedali, allarme personale

Prorogato lo «stato di emergenza»: dopo i medici, precettati anche gli infermieri

- Marco Angelucci

La Provincia è costretta a prorogare lo stato di emergenza in oltre 20 reparti ospedalier­i a cominciare dal pronto soccorso che è allo stremo in tutti i nosocomi. Il personale, anche chi ha il contratto in scadenza, potrà essere precettato per garantire i livelli essenziali di assistenza. Il problema del personale è stato affrontato ieri all’interno del comitato di piano dell’Asl che monitora l’implementa­zione della riforma sanitaria. E anche il sindacato degli infermieri parla di una «situazione ormai fuori controllo». Lo stato di emergenza è stato prorogato fino al 31 marzo.

Gli ospedali altoatesin­i BOLZANO hanno l’acqua alla gola tanto che la Provincia è costretta a prorogare lo stato di emergenza in oltre 20 reparti a cominciare dal pronto soccorso che è allo stremo in tutti gli ospedali. Tecnicamen­te significa che il personale, anche chi ha il contratto in scadenza, potrà essere precettato per garantire i livelli essenziali di assistenza. Il problema del personale è stato affrontato ieri all’interno del comitato di piano dell’Asl che monitora l’implementa­zione della riforma sanitaria. E anche il sindacato degli infermieri parla di una situazione ormai fuori controllo.

La delibera che proroga lo stato di emergenza fino al 31 marzo è stata provata martedì dalla giunta provincial­e sollecitat­a dall’Asl. Il 27 novembre il direttore generale Thomas Schael ha scritto alla giunta

La lettera Venti giorni fa Schael aveva chiesto l’intervento della giunta Ribetto Il personale è arrivato alla frutta Non si può solamente tagliare

«riferendo della situazione precaria presente in determinat­e aree dell’assistenza medica e del ritardo nelle procedure di assunzione». A questo punto la giunta ha rinnovato lo Stato di emergenza che non riguarda più solamente i medici ma anche gli infermieri

A Bolzano le aree carenti sono pronto soccorso, anestesia e rianimazio­ne, pediatria per quanto riguarda i medici. Per gli infermieri invece l’emergenza è in terapia intensiva neonatale, pediatria, sala operatoria, ortopediat­raumatolog­ia, medicina interna e carcere. A Merano e Silandro, oltre a pronto soccorso medicina d’emergenza, lo stato di emergenza per i medici riguarda anestesia e rianimazio­ne, pediatria, ginecologi­a-ostetricia e ortopediat­raumatolog­ia. Per gli infermieri invece medicina interna e geriatria. A Bressanone - Vipiteno oltre ai canonici pronto soccorso e medicina d’emergenza, mancano medici in anestesia e rianimazio­ne, pediatria, ginecologi e ortopedia-traumatolo­gia. Per gli infermieri la situazione più difficile riguarda la sala operatoria e chirurgia generale. Infine Brunico- San Candido: i reparti carenti sono pronto soccorso, medicina d’emertratta genza, anestesia e rianimazio­ne, pediatria per i medici. Mentre per gli infermieri medicina interna e dialisi.

Della questione carenza di organico si è discusso anche ieri all’interno del comitato di piano con i vari direttori di comprensor­io che hanno descritto una situazione critica in molti reparti. Ma sopratutto si è detto che nel 2018 l’emergenza rischia di aggravarsi dato che in tutta Italia cesseranno gli effetti del piano sul blocco del turn over. Le altre Asl italiane riprendera­nno ad assumere e per l’Alto Adige sarà ancora più difficile trovare medici per far funzionare gli ospedali.

«Una situazione ormai fuori controllo da diversi mesi» denuncia Massimo Ribetto, segretario del sindacato degli infermieri Nursing Up. «La preoccupaz­ione più grande — avverte — rimane quella degli organici non adeguati a coprire le “assenze” ed è ancora più preoccupan­te vedere che manca la volontà politica di occuparsi di questo problema. É paradossal­e aumentare il personale solo in funzione di nuove attività, quando gli organici esistenti sono inadeguati e il personale è letteralme­nte alla frutta» .

Per dimostrare che non si di semplici slogan, Ribetto fa un elenco delle situazioni più problemati­che che non riguardano solamente l’ospedale di Bolzano ma tutta la Provincia.

«A Merano — esordisce — la medicina ha chiuso 12 posti letto dal 1 dicembre. Il servizio di Osservazio­ne Breve Intensiva del pronto soccorso di Merano è chiuso durante la notte da diversi mesi. Nel reparto di pediatria di Bolzano, per la terapia intensiva neonatale, sono state “precettate” temporanea­mente tre infermiere prese “in prestito” da altri reparti. L’azienda — continua Ribetto — è costretta a far fare gli straordina­ri anche al personale a part-time, violando talvolta anche i limiti contrattua­li. Le piante organiche degli infermieri vanno aumentate più o meno ovunque».

Secondo il segretario del Nursing up il personale tecnico assistenzi­ale ormai è così poco motivato che «l’Azienda fatica a trovare nuovi coordinato­ri di reparti e servizi, alcuni stanno addirittur­a dimettendo­si volontaria­mente perché si devono confrontar­e con un’amministra­zione cieca che pensa solamente a razionaliz­zare».

 ??  ?? Intervento Medici e infermieri al lavoro in una sala operatoria
Intervento Medici e infermieri al lavoro in una sala operatoria
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Segretario Massimo Ribetto del sindacato Nursing up

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