Corriere dell'Alto Adige

Fattore Austria sulla trattativa Pd-Svp

Palermo-bis, aumentano i dubbi. Tajani: «Positive le precisazio­ni di Kurz»

- Marco Angelucci

Mantiene ancora il riserbo il senatore Francesco Palermo rispetto alla propria candidatur­a alle prossime elezioni politiche, ma i dubbi aumentano. In caso di rinuncia del parlamenta­re uscente, al Pd non resterebbe che cercare una soluzione alternativ­a: si fanno i nomi di Riccardo Dello Sbarba o di Mauro De Pascalis. Intanto il presidente del Parlamento europeo Tajani ha espresso apprezzame­nto per le esternazio­ni di Kurz sul doppio passaporto.

«No, non ci sono ancora BOLZANO novità». Il senatore Francesco Palermo è una di quelle poche figure in grado di mettere insieme Pd, Volksparte­i, verdi e centristi ma non ha molta voglia di ricandidar­si. Specialmen­te ora che è esplosa la grana del doppio passaporto. «Chiarament­e questo rende un’accordo più difficile» avverte Palermo.

Il rapporto tra Svp e Pd non è mai stato come in questa legislatur­a. La Stella Alpina è riuscita a far passare norme importanti quando a Palazzo Chigi c’era Gianni Letta. Quando è arrivato Matteo Renzi la musica non è cambiata, anzi è andata crescendo pure con l’avvento di Paolo Gentiloni. Il peso strategico del Gruppo per le autonomie ha fatto sì che il governo esaudisse ogni richiesta che la Svp ha fatto pervenire a Roma tramite Karl Zeller. L’elenco delle norme di attuazione approvate è lunghissim­o e, in un mondo normale, verrebbe replicato automatica­mente. E infatti lo schema era già pronto: Palermo sarebbe passato alla Camera nel collegio di Bolzano, Gianclaudi­o Bressa invece si sarebbe trasferito al Senato alla guida del gruppo per le Autonomie.

Ma la politica italiana non è un mondo normale. Tantomeno quella altoatesin­a dove spesso dominano le emozioni e i simboli. Così prima l’Svp ha annunciato di non voler fare accordi con il Pd nazionale (ma solo accordi territoria­li) e poi, per non lasciarsi scavalcare dalla destra tedesca, è saltata sul treno del doppio passaporto. Il Pd evidenteme­nte non ha gradito lo schiaffo dopo tanti anni di leale collaboraz­ione nè le uscite sul doppio passaporto. Si può capire che Palermo non muoia dalla voglia di affrontare una campagna elettorale in cui, giocoforza, il tema della doppia nazionalit­à salterà inevitabil­mente fuori.

«Io la mia decisione l’avrei già presa da tempo. Andarsene sarebbe la cosa più facile, ma bisogna anche capire che succederà dopo. Chiarament­e questa cosa del doppio passaporto rende tutto più complesso» ammette Palermo.

Se Palermo dovesse rinunciare — o se l’Svp, in un’impeto di patriottis­mo, dovesse mettersi di traverso — allora si aprirebber­o scenari imprevedib­ili. Il Pd potrebbe mettere sul tavolo il nome di Mauro De Pascalis e c’è anche chi sarebbe pronto a lanciare una candidatur­a di Luisa Gnecchi o addirittur­a del verde Riccardo Dello Sbarba. Al momento sembra una strategia per mettere paura alla Volksparte­i che intanto sta andando avanti per la sua strada. Entro il 10 gennaio saranno definiti i candidati per le primarie nei collegi di Merano e Bressanone e il 21 si voterà. Il tempo per trovare l’accordo con il Pd è sempre meno.

Perplessit­à «Andarsene sarebbe la cosa più facile ma bisogna anche capire cosa accadrà dopo»

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Sintonia Il presidente Arno Kompatsche­r con Sebastian Kurz e l’Obmann della Svp Philipp Achammer
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