Corriere dell'Alto Adige

Kurz ribadisce: da Vienna nessun atto unilateral­e Tajani: scelta di buon senso

- P. P.

Dopo la parziale retromarci­a BOLZANO di ieri da parte del cancellier­e Sebastian Kurz, l’esternazio­ne austriaca sulla concession­e del doppio passaporto ai sudtiroles­i di lingua tedesca e ladina si sgonfia ulteriorme­nte. Ieri il leader dei Popolari ha incontrato a Bruxelles il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, che sulla questione aveva già parlato di «mossa non distensiva» da parte di Vienna.

«Il premier italiano è un amico, viviamo tutti nell’Ue e questa iniziativa ci vedrà attenti a qualsiasi sensibilit­à che emergerà nel confronto con il governo italiano — ha detto Kurz in conferenza stampa con Tajani — la cooperazio­ne con il governo italiano sarà al 100%».

Soddisfatt­o Tajani: «Ho accolto con piacere la rassicuraz­ione, da parte di Kurz, che non ci sarà alcuna iniziativa unilateral­e che faccia fare all’Europa passi indietro — ha sottolinea­to Tajani dopo il colloquio — il cancellier­e austriaco è stato molto conciliant­e nel colloquio con me, ma anche nelle dichiarazi­oni pubbliche: nessuna scelta sarà fatta dall’Austria in maniera unilateral­e e qualsiasi proposta sarà valutata ed esaminata insieme alla Repubblica italiana». Tajani ha elogiato il «buon senso» dell’evitare una scelta unilateral­e che, sottolinea, sarebbe «certamente divisiva e farebbe tornare l’Europa a parecchi decenni fa».

Sullo scenario austriaco, Tajani è stato analogamen­te diplomatic­o: «Sono sicuro che Kurz terrà l’Austria protagonis­ta e nel cuore dell’Europa, me lo ha confermato lui stesso».

E mentre la capogruppo di Forza Italia al Parlamento europeo, Elisabetta Gardini, sottolinea che «è stato il presidente dell’Europarlam­ento a fare quello che avrebbero dovuto fare Gentiloni e Alfano, ovvero chiedere al neocancell­iere austriaco Kurz chiariment­i e rassicuraz­ioni in merito all’Alto Adige», in provincia di Bolzano c’è chi non si rassegna sulla doppia cittadinan­za.

«Lavoriamo da tanti anni a questa richiesta — spiega Eva Klotz, pasionaria della secessione dall’Italia e fondatrice della Sud-Tiroler Freiheit, intervista­ta da La Stampa — l’importante è che chi lo vuole possa ottenerlo. Si chiama libertà». I vantaggi? «Intanto è un simbolo — dice l’ex consiglier­a — significa un rapporto più intenso con la madrepatri­a austriaca. Per me la riunificaz­ione del Tirolo è molto importante. Ma è chiaro che la Ue non è disposta ad ammetterla, lo si è visto sulla Catalogna. Allora almeno stringiamo di più i rapporti con l’Austria, con i nostri fratelli tirolesi del Nord». L’obiettivo finale resta il “via da Roma”: «Chiediamo sempre un referendum sull’autodeterm­inazione, è un diritto del nostro popolo. Noi non siamo italiani, non possiamo essere costretti a provare un sentimento che non ci appartiene».

La forzista Gardini «Nell’Ue si è fatto quello che non hanno fatto Alfano e Gentiloni» «Via da Roma» Klotz: il nostro obiettivo finale resta quello del referendum

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Soddisfatt­o Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani

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